Il presidio
Minaccia convivente col coltello da pane, trentenne nei guai
MASSA. Litigano, litigano alle brutte tanto che lei, la compagna, chiama i genitori e chiede di aiutarla. E loro si precipitano. Ma lui non si calma, è agitato, urla. È a quel punto che la...
MASSA. Litigano, litigano alle brutte tanto che lei, la compagna, chiama i genitori e chiede di aiutarla. E loro si precipitano. Ma lui non si calma, è agitato, urla. È a quel punto che la convivente si gioca l’ultima carta: alza il telefono e, nonostante non le parli da un po’, chiede anche alla suocera di intervenire, di precipitarsi e far in modo che suo figlio si calmi. Soprattutto per la loro bambina, piccola e spaventata dalle grida e dal trambusto (a tutela della minore che non riportiamo nomi).
Gli animi si placano prima che arrivi la suocera: a metter pace ci pensa lo zio della ragazza. Raggiunge la casa della nonna di lui - è lì che scoppia la litigata - fa uscire il convivente, si mette a parlare con la nipote e cerca di capire cosa sia accaduto. Ma è proprio allora - stando all’accusa - che arriva il peggio: il ragazzo, uscito da casa della nonna, raggiunge la sua abitazione per tornare con un coltello da pane tra le mani. È una sequenza di grida, con tanto di alterco tra consuoceri (nel frattempo è arrivata anche la mamma di lui): sul posto si precipitano due volanti della polizia e un’ambulanza. Li ha chiamati la ragazza. Scatta la denuncia per il convivente, un trentenne massese che oggi si ritrova a processo.
Ieri, di fronte al giudice Cristina Ponzanelli, sfilano i testimoni della difesa: la mamma di lui, ma anche lo zio della ragazza. L’uomo, infatti, ha spiegato che l’imputato il coltello lo aveva eccome, ma è stato anche disposto a consegnarlo immediatamente, proprio allo zio della compagna, appena gli è stato chiesto. Insomma, non avrebbe avuto intenzione di far male a nessuno.
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