Il Tirreno

Allarme occupazione

Gozzani: lavori di pubblica utilità per chi non ha più ammortizzatori sociali

Paolo Gozzani segretario della Cgil di Massa Carrara
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Paolo Gozzani segretario della Cgil di Massa Carrara

Il segretario della Cgil di Massa Carrara: sì alle risorse per l'area di crisi, ma occorrono fatti. La provincia è al vertice delle statistiche negative della disoccupaizone in Toscana

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CARRARA. Per la provincia apuana è il momento di passare dalle parole ai fatti secondo il segretario della Cgil, Paolo Gozzani, "perchè Massa Carrara non ce la fa più a sopravvivere. Abbbiamo appreso con soddisfazione la conferma del fatto che rientri tra le aree complesse di crisi per le quali saranno stanziate risorse necessarie al rilancio economico ed occupazionale. Questo risultato è frutto del grande impegno che da mesi, assieme ai lavoratori, abbiamo profuso per non lasciar cadere nel vuoto ogni opportunità che possa favorire una ripresa per il territorio apuano".

"Rispetto all'area di crisi la Regione aveva infatti avviato la procedura nel dicembre 2010 e nell'aprile 2011 il ministero aveva riconosciuto Massa Carrara quale area di crisi ed il nostro obiettivo, portato di fronte alle istituzioni, è stato quello di arrivare ad un accordo di programma per la reindustrializzazione dell'area che tenesse conto delle necessità che interessano il nostro territorio. Un territorio martoriato da una crisi senza precedenti con la quale quotidianamente ci confrontiamo purtroppo con poche prospettive e con strumenti inadeguati".

Gozzani elenca dei dati allarmanti: "La nostra Provincia è ormai al vertice di tutte le statistiche negative relative al fenomeno della disoccupazione in ambito toscano e nelle aree del centro nord. Al 31 dicembre 2013 erano stimati in più di 10.688 i disoccupati nell'intera provincia, ossia oltre l'8% dei disoccupati totali toscani, e il tasso di occupazione era pari al 59,2% contro il 63,9% della media Toscana e nel 2014 i dati non sono certo andati migliorando. Pensiamo solamente ai tanti lavoratori dimenticati che hanno perso il proprio lavoro come quelli, solo per fare alcuni esempi, di Tirrena macchine, Nasa, Red com, Tema, Ica o ai tanti che lavorando in appalto non si sono visti rinnovare il proprio contratto e hanno perso ogni forma di sostegno al reddito".

Il segretario della Cgil spiega che l'impegno sindacale per l'accordo di programma parte dalla necessità di individuare le priorità necessarie per una ripresa, "con risorse certe, così da permetterci di invertire una rotta intrapresa da ormai troppo tempo. Abbiamo individuato e fornito alle istituzioni le nostre priorità che tengono conto delle esigenze produttive e del rilancio occupazionale e allo stesso tempo permettano, attraverso i lavori di pubblica utilità, di non lasciare al loro destino i tanti lavoratori che hanno finito il periodo di ammortizzatori sociali. Il nostro impegno è rivolto a salvaguardare ogni lavoratore che è interessato alla crisi, dalla Eaton alla Sanac, dal cantiere alle donne delle pulizie perché pensiamo che nessuno possa essere lasciato indietro o dimenticato in una situazione di così grave drammatricità".

 E conclude: "Ovviamente pur esprimendo la nostra soddisfazione per un primo risultato cercato ed atteso da tempo ed ottenuto grazie all'impegno dei lavoratori che hanno saputo mobilitarsi in questi mesi, non ci sentiamo assolutamente appagati, vogliamo passare dalle parole ai fatti, ed è per questo che continueremo la nostra iniziativa di mobilitazione al fianco dei lavoratori fino a quando gli impegni non saranno trasformati in risorse economiche da utilizzare per lo sviluppo e l'insediamento di nuove attività che porteranno posti di lavoro".

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