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processo massa SERVIZI

Fattura da 175.000 euro nel mirino, l’ad si difende

Fattura da 175.000 euro nel mirino, l’ad si difende

MASSA. Fatture false per prestazioni professionali mai avvenute: in aula, nell’ambito del complesso processo di Massa Servizi, si difende Gian Mario Gastoldi, ex amministratore delegato di Massa...

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MASSA. Fatture false per prestazioni professionali mai avvenute: in aula, nell’ambito del complesso processo di Massa Servizi, si difende Gian Mario Gastoldi, ex amministratore delegato di Massa Servizi assistito Stefano Putinati del foro milanese. Sotto accusa - lo ricordiamo - c’è anche Giuseppe Romolo Angelotti, ex amministratore di diritto di Ariete.

Gastoldi è accusato di infedeltà patrimoniale e di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, reato contestato anche ad Angelotti. Davanti al collegio presieduto da Giovanni Sgambati (Fabrizio Garofalo e Congiusta) l’avvocato Gastoldi ha difeso il suo operato.

Al centro dell’udienza il “giro” di una fattura del gennaio 2006, da 175.000 euro emessa da una società di servizi, la Acta con sede a Milano, ad Ariete. E dieci giorni dopo dallo stesso Gastoldi alla medesima Acta, per 165.000 euro. Per l’accusa si tratta di una fattura per prestazioni inesistenti. Ma l’ex ad Gastoldi ha chiarito al collegio che l’attività di Acta: «Aveva la necessità di uno specialista per far capire come e dove dovesse essere diretto l’investimento che la stessa Acta doveva poi reperire».

In sostanza per Gastoldi la prestazione non era inesistente, ma c’era stata eccome ed era stata necessaria.

Lo stesso ex amministratore delegato, durante la sua lunga deposizione, ha voluto precisare una cosa: «Le fatture ritenute per prestazioni inesistenti sono state per solo 100.000 euro». In questo modo ribattendo alla lunga, e precedente disamina delle fatture che il pm Rossella Soffio contesta come fasulle e che aveva stigmatizzato il differenziale tra il fatturato di Massa Servizi e Ariete in 3 milioni e seicentomila euro.

Il processo dai grandi numeri. Massa Servizi è la società nata negli anni '90 quando Agiap spa lascia il servizio di riscossione della tassa marmi e del canone per le affissioni. Ad Agiap lavorano 16 persone, si costituiscono nella coop Ariete e nasce Massa Servizi: il 70% del capitale è di Palazzo civico, il restante di Ariete appunto. Al centro del processo di massa Servizi ci sono oltre 700mila euro di fatture false (703.500 per la precisione). Per Gastoldi l'accusa è di "infedeltà patrimoniale e dichiarazione fraudolenta attraverso l'uso di fatture per operazioni inesistenti". E Romolo Angelotti (difeso dall’avvocato Franco Perfetti), ex amministratore di Ariete (socio privato del Comune in Massa Servizi), deve rispondere soltanto di "fatturazioni inesistenti". Per l'accusa la società di riscossione costava troppo, gravava pesantemente sulla casse di via Porta Fabbrica. E l'amministrazione da parte sua, pur detenendo il 70% delle quote di Massa Servizi si sarebbe ritrovata con le mani legate, con l'impossibilità di gestire direttamente gli introiti derivati dai tributi.(a.v.)

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