Il Tirreno

Massa cresce: gli abitanti sono 70.179

di Alessio Profetti
Massa cresce: gli abitanti sono 70.179

Il profilo della città dagli ultimi dati Istat: gli immigrati sono 4471. Calate del 16% le celebrazioni religiose dei matrimoni

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MASSA. Come è cambiata Massa? Quanti sono, ma soprattutto, chi sono i cittadini che la abitano? Una cosa è sicura, siamo tutti più numerosi. Il trend di crescita della popolazione massese continua ormai da anni e al 1 gennaio 2014 - stando agli ultimi dati forniti dall’Istat e dalla Prefettura di Massa Carrara - la popolazione legale residente in città è aumentata dell'1,68% rispetto al 2012, arrivando alla quota di 70.179 abitanti.

Quanti uomini e quante donne? La città sembra mantenere un profilo di genere equilibrato e in linea con gli anni passati: maggiore la popolazione femminile che occupa quasi il 52% sul totale. Ma il dato che risalta di più all'occhio, probabilmente, riguarda la composizione. Perché, se è vero che siamo più numerosi, è vero anche che siamo tutti più vecchi: all'inizio del 2014 il tasso di natalità è stato superato da quello di mortalità, questo significa che il rapporto tra i nati e la popolazione residente (fissato al 7%) è inferiore al numero delle persone decedute (più dell'11%).

Un dato che viene confermato anche dal numero di nati (vivi) all'inizio del 2013, diminuito rispetto all'inizio 2014. La città è più numerosa, ma anche più eterogenea. La quota di immigrati residenti a Massa è aumentata, anche se così poco, e in misura inferiore al dato nazionale, da dover parlare di semplice flusso più che di fenomeno stabile. Sono 4471 i soggetti che compongono la popolazione straniera presente in città (appena il 6% sulla popolazione totale), di questi circa il 18% sono minorenni. Le città di provenienza? Stabile anche questo aspetto: la Romania si mantiene il paese di maggior flusso migratorio, seguito da Albania e Marocco. Capitolo matrimoni: sarà un po' per la crisi economica che continua ad affacciarsi oppure per le mille difficoltà incontrate – soprattutto dai giovani – nel costituire una famiglia, ma i matrimoni sembrano diminuire.

All'inizio del 2014 infatti calano di quasi il 16% rispetto all’anno precedente sia le celebrazioni religiose che quelle civili, con un percentuale negativa più alta per la prima tipologia. Il dato è confermato anche dalla diminuzione dei soggetti coniugati tra il 2012 e il 2013, mentre aumentano i soggetti che vivono da soli, ovvero celibi o nubili. L’altro dato in - leggera - diminuzione va a toccare la quota di persone divorziate. Diminuiscono i matrimoni e diminuiscono i componenti all’interno delle famiglie. Se la quota maggioritaria delle famiglie massesi rimane principalmente quella mononucleare, il dato in aumento è rappresentato dalla crescita delle famiglie con due e sei componenti (7966 le prime e 414 le seconde).

Tra i fenomeni più caratteristici e – purtroppo – in crescita del nostro tempo c'è sicuramente quello delle persone anziane che, volenti o costrette, vivono sole.

Un dato caratterizzato da una forte incidenza e che ha portato all’ aumento del 1,6% di anziani oltre i 65 anni che vivono da soli, in numeri 4.886 persone (più del 40% delle famiglie mononucleari), di questi più di 3mila superano i 75 anni di età. Proprio l'età è uno degli aspetto da tenere in mente per comprendere le trasformazioni della città. Lo abbiamo detto, Massa è una città sempre più vecchia. La fascia di età compresa tra i 20-39 anni non rappresenta neanche il 10% della popolazione totale, dato superato dalla fascia compresa tra i 45-54 anni (più del 16%) oltre che da quella dei soggetti tra i 70 e 79 anni di età. Ma qual è l'età media di un abitante massese? Il dato si aggira intorno ai 45 anni, più giovani i maschi (in media 43 anni) più anziane le donne con un età media che raggiunge quasi i 47 anni.

Dall'età al lavoro. Perché se è vero che la città invecchia, ad invecchiare sono anche i suoi lavoratori. L'indice di dipendenza - che mostra il numero di persone non attive oltre i 65 anni ogni 100 persone attive comprese tra i 14 e i 65 anni - è aumentato. A diminuire invece è l'indice di ricambio, che misura il rapporto tra le persone in uscita da mercato del lavoro tra i 60-64 anni e quelle in entrata (15-19 anni). Sintomo di un mondo del lavoro sempre più fermo e con poco ricambio generazionale.

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