Idraulico con due stipendi Tolto l’alloggio popolare
L’uomo nell’Isee ha nascosto il reddito della compagna per salire in graduatoria Una coppia ha finto di essere separata e si è vista assegnare l’immobile dall’Erp
MASSA. Più che furbetti ci hanno provato: si sono fatti assegnare la casa popolare dichiarando una Isee ben più bassa di quella reale e con questo trucchetto hanno scalato la graduatoria dell’Erp a scapito di altre persone che avevano effettivamente diritto a un alloggio. Un fenomeno che interessa tutta la provincia apuana, ma che vede Massa fare la parte del leone: con più casi che a Carrara e in Lunigiana. Tra questi alcuni davvero sorprendenti. Si fa per dire.
Tra i furbetti pizzicati dalla guardia di finanza c’è l’idraulico, per esempio, che come auto aziendale si è preso un Suv e che ha nascosto all’ente il reddito della compagna. Insieme sfioravano i quattromila euro mensili, senza figli. Eppure lui risultava quasi indigente e per questo in graduatoria era davvero alto. Il canone di locazione non arrivava a cento euro al mese. Ma non è l’unico: una famiglia massese di redditi ne aveva tre. A risultare era soltanto quello della moglie, padre e figlio era come se non esistessero. Ottocento euro lo stipendio della donna, ma a questo bisognava aggiungere altri duemila. Una dimenticanza che ha permesso di occupare un immobile in centro con un’ottantina di euro. E non finisce qui perché c’è pure il quarantenne che ha ereditato dai genitori tre appartamenti e che nonostante la possibilità di trasferirsi continua a occupare l’alloggio dell’Erp chiedendo affitti esorbitanti agli inquilini che risiedono nella sua proprietà. A tradirlo pare sia stato uno di loro, dopo l’ennesimo aumento della pigione.
Infine la coppia non sposata con un figlio che faceva risultare una residenza differente (lui a casa dei suoi) per far figurare la donna ragazza madre: un trucco che serviva sia per l’appartamento popolare sia per l’iscrizione all’asilo del bimbo. Peccato che i finanzieri hanno scoperto che i due vivevano insieme. E da quella casa sono stati allontanati.
In tutto i furbetti pizzicati dalle fiamme gialle nella provincia apuana sono una cinquantina. Di questi una trentina soltanto a Massa. Ma l’indagine non si ferma qui.
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