Il Tirreno

L'ALLARME

I Cinque stelle: a Massa 10.000 cittadini potrebbero bere acqua all'amianto

I Cinque stelle: a Massa 10.000 cittadini potrebbero bere acqua all'amianto

Solo pochi chilometri di rete in fibrocemento ma per i grillini il rischio contaminazione è esteso

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Sono circa 10 mila i massesi che potrebbero avere l'amianto nelle acque con cui si lavano, si lavano, cuociono la pasta e annaffiano le piante di casa». Lo sostiene il M5S in seguito all’interpellanza sugli acquedotti in eternit nel territorio comunale. I grillini stimano i cittadini “a rischio” sulla base dei chilometri e delle zone dove sono collocati i tubi. «Berti (assessore all'ambiente, ndr,) e Mercadante (dirigente del settore, ndr.)spiegano che la quasi totalità di questa tubatura è rappresentata da un’adduttrice di 3,52 chilometri (l'autorità idrica toscana riferisce però che siano 5,2) – spiega la consigliera Luana Mencarelli - e del diametro di 300 millimetri che si trova tra il Monte di Pasta e il Campo Pozzi delle Polle, da cui si diramano quattro interconnessioni (non in fibrocemento, quindi senza amianto) che si dirigono in Piazza Garibaldi, Via Poggioletto, Via Romana e Polle. A ciò si aggiunge un altro tratto, di 200 metri, in via Minuto con 4-5 allacci di utenza». Da qui i circa 10 mila utenti.

Ma il punto è anche un altro. Secondo i pentastellati la risposta all'interpellanza sarebbe insufficiente e con «errori sostanziali frutto quantomeno dello scarso approfondimento sul tema». A partire dai 5,32 chilometri di tubature in eternit rilevati dall'Ait, diventati 3,72 chilometri. «Meglio per noi certo – commenta la consigliera- ma ci chiediamo chi menta: l’Autorità Idrica Toscana o il nostro Comune?»

Ma il Comune, sostiene ancoira Mencarelli, «non ha nemmeno preso in considerazione gli studi citati nella nostra interrogazione che dimostrano la pericolosità dell'amianto ingerito». I Cinque Stelle avevano infatti citato l'ultima monografia "Asbestos" dell'International Agency for Research on Cancer,che evidenzia come ogni tipologia di asbesto sia cancerogeno e che ci siano "sufficienti prove" a sostengo della sua pericolosità anche per ingestione. Un altro studio citato è uno norvegese del 2005 in cui si sostiene che ci sia un'associazione generica tra l'asbesto ingerito e il rischio di cancro gastrointestinale e specifica nel caso di cancro allo stomaco. Commenta la Mencarelli: «Berti e Mercadante segnalano che l’Oms fissa un l limite di 7 milioni di fibre amianto per litro di acqua. In realtà quel limite non è fissato dall’Oms ma dalla United States Environmental Protection Agency. L’Oms non ha espresso limiti, per l’esistente dialettica accademica sul tema. In qualche modo dicendo: o è pericoloso o non lo è e la quantità è solo un indicatore di maggiore o minor rischio».(m.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana