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«Bimbo invalido per una radiografia»
Il piccolo quando si è fratturato il braccio aveva 6 anni. Al pronto soccorso non avevano visto che l’osso era scomposto. Due medici a processo
MASSA. «Sarebbe bastato fare una radiografia laterale per capire che la frattura dell’avambraccio era scomposta e che quindi non si poteva ingessare senza intervenire chirurgicamente». Le parole sono dei due consulenti , della procura (Susanna Gamba) e della parte civile (Maurizio Positano), chiamati a giudicare l’operato di due colleghi imputati con l’accusa di lesioni gravi permanenti. Secondo il pubblico ministero Debora Bracco Marcantonio Lapiana e Alessandro Tripodo hanno sottovalutato l’incidente accaduto al bimbo di sei anni che si sono trovati di fronte. Il primo, in servizio al pronto soccorso quel pomeriggio quando si è fatto male il piccolo paziente, non ha chiesto la radiografia laterale, accontentandosi di quella anteroposteriore. «Le linee guida per questo genere di fratture prevedono almeno due radiografie, in modo da dare la possibilità allo specialista di avere una visuale a due dimensioni», ha spiegato Positano. Aggiungendo che dopo il mese di gesso era impossibile intervenire perché l’osso si era ormai calcificato: «L’invalidità del bimbo l’ho valutata all’otto percento. Fa fatica a piegare il braccio». Forse con un intervento la situazione potrebbe migliorare, potrebbe però.
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