Il Tirreno

«Provincia al dissesto senza soldi per gli stipendi»

di Manuela D’Angelo
«Provincia al dissesto senza soldi per gli stipendi»

Il piano della Regione garantisce il posto di lavoro per tutti i dipendenti Il vicepresidente Malatesta: mancano 2.700.000 euro per i costi del personale

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MASSA. Continua il processo di riorganizzazione delle province avviato in Toscana: entro tre mesi passeranno alla Regione le competenze sulla formazione e il lavoro, la gestione del territorio e l’ambiente, l’agricoltura con caccia e pesca. La Regione si riprende, in pratica, alcune delle funzioni delegate alle Province, lasciando ad esse il compito di continuare ad occuparsi di Trasporto, strade e Rete scolastica, dall’edilizia alla manutenzione fino alla programmazione. Lo stabilisce la legge Delrio che non definisce, però, la fine che faranno i settori Cultura e Protezione Civile, che potrebbero passare ai Comuni, così come lo Sport e il Turismo. Non proprio contemporaneamente, assieme alle funzioni sarà poi trasferito anche il relativo personale, che di fatto diventerà stipendiato dalla Regione; gli uffici cambieranno la targa da provinciale a regionale.

«Finalmente sapremo chi fa cosa, senza sovrapposizioni spezzettamenti e rimpalli tra vari enti», ha commentato sulla sua pagina Facebook il governatore Enrico Rossi. Ma gli animi fra i lavoratori della Provincia non sono ancora sereni: all’ultimo tavolo istituzionale le province toscane non hanno firmato l’accordo e quindi la legge andrà in consiglio senza l’avallo dei suoi protagonisti, con la speranza degli enti provinciali che si riesca ad ammorbidire il provvedimento, attraverso alcuni emendamenti e non ad ingessarlo.

Il vice presidente della Provincia di Massa Carrara Ugo Malatesta, oggi è costretto ai “conti della serva”: «La Regione si riprende alcune sue funzioni, ma il personale, di fatto, diventerà regionale dalla prossima estate, o addirittura dal 2016. Quindi per tutto il 2015 a noi, cioè alla Provincia, rimarrà l’onere di pagare gli stipendi ai dipendenti ceh svolgono quelle funzioni che la Regione si sarà già formalmente ripresa. E continueremo a gestire quelle stesse funzioni da qui, con le risorse del 2013, cui dobbiamo togliere i tagli della legge di stabilità, per 4,3 milioni di euro e il prelievo forzoso di 1,4 milioni che lo Stato farà entro febbraio 2015». Il costo annuale complessivo degli stipendi, più gli oneri accessori per il 2015 ammonta a 4.700.000 euro; la Regione nel 2014 trasferì 1.900.000 euro e lo stesso farà nel 2015. Dunque mancano 2.700.’000 euro per coprire il costo del personale, per essere precisi 231.000 euro ogni mese. Con queste cifre è probabile che ancor prima della fine dell’anno tutti i dipendenti della provincia rimarranno scoperti di alcune mensilità.

Secondo le previsioni del vice presidente, quando i 137 dipendenti delle funzioni non più delegate smetteranno di essere “provinciali” per diventare “regionali” a Palazzo ducale non si tirerà comunque un sospiro di sollievo, perché il 2015 la porterà al default e il personale che rimarrà in capo alla Provincia non potrà comunque essere pagato.

Anche la Regione avrà, dal canto suo, da far quadrare il suo bilancio nel 2016: la manovra del trasferimento delle funzioni delegate, con personale annesso peserà, secondo i calcoli di Rossi, per 25 milioni di euro, che andranno sommati ai 27 milioni di euro circa che già la Regione spendeva per le sue province. Dunque 52 milioni di euro da reperire per evitare buchi di bilancio. La Provincia apuana rimane ferma sulle sue posizioni, anche se inutilmente: «Non ce la faremo nel 2015 a pagare funzioni delegate e non, con il personale tutto. La Regione va avanti lo stesso, ma il prezzo per i territori- conclude Malatesta- sarà letale».

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