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davanti al gip

«Fanno sparire una pistola», due amici finiscono nei guai

MASSA. Tutto comincia con un sms: la polizia ferma Paolo Domenici. Lui chiede di inviare un messaggio ad un amico e gli agenti - forse perchè sanno che il cellulare è sotto controllo - lo...

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MASSA. Tutto comincia con un sms: la polizia ferma Paolo Domenici. Lui chiede di inviare un messaggio ad un amico e gli agenti - forse perchè sanno che il cellulare è sotto controllo - lo autorizzano.

Il messaggio è diretto a Francesco Floris, Paolo Domenici gli chiede di contattarlo. E lui lo fa: una telefonata che lo incastra. Domenici - almeno stando all’accusa - avrebbe, infatti, chiesto a Floris di far sparire «tutto» e nel tutto avrebbe incluso anche una pistola.

Partono le verifiche nell’abitazione di Domenici, ma l’arma non c’è: gli inquirenti ipotizzano che sia stato proprio l’amico a farla scomparire. Così i due si trovano oggetto di un’inchiesta, fino alla richiesta del pubblico ministero di rinviare a giudizio entrambi.

Domenici è accusato di detenzione d’arma per aver posseduto una pistola (quella di cui parla nella telefonata, ma mai ritrovata). Per Floris il pm ipotizza il porto dell’arma per aver spostato la pistola e il favoreggiamento per aver dato una mano all’amico fermato dalla polizia.

Ieri, davanti a al giudice Alessandro Trinci, l’udienza preliminare. Il gip, prima di decidere, vuole ricostruire più dettagliatamente il quadro: ha chiesto quindi un’integrazione del fascicolo. E deciderà se mandare a processo i due indagati nella prossima udienza.

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