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Botte ai vigili, camionista nei guai
Gli agenti gli avevano intimato di fermarsi per un controllo di routine
CARRARA. Succede tutto sulla via che scende dal bacino di Torano. Strada stretta e con forte pendenza. Mauro Agnolucci è alla guida del suo camion carico di marmo: due vigili lo vedono e gli intimano l’alt. Stanno facendo un controllo su quella strada, spesso una pattuglia è distaccata lì per verificare che i mezzi pesanti abbiano tutti i documenti necessari e non trasportino un carico superiore al consentito. Agnolucci però - sostiene l’accusa - non soltanto non si ferma, ma fa cenno agli agenti di andarsene e non rallenta. I due vigili salgono in macchina, fanno retromarcia e lo seguono. Lo raggiungono poco dopo, in uno spiazzo all’altezza del frantoio dell’Omya.
A ricostruire cosa accaduto su quel piazzale, in aula ci hanno pensato i due vigili urbani (di cui uno donna): Agnolucci - stando alla ricostruzione di parte - avrebbe tentato si sferrare un pugno ad un vigile che sarebbero però riuscito a divincolarsi. Poi mentre l’agente tentava di trattenerlo, lui avrebbe preso di mira la collega che stava cercando di telefonare alla centrale operativa per chiedere rinforzi.
«Mi ha colpito alle spalle e al torace - riferisce la vigilessa al giudice Fulvio Biasotti - tanto che sono finiti a terra il cappello che indossavo e il cellulare. Lui continuava a gridare, addirittura a chiedere aiuto inventandosi che lo stavamo picchiando». La vicenda si chiude con un referto di sette giorni per la donna e con un dito ferito per l’altro agente: il camionista, per convincerlo a salire sull’auto della polizia municipale, avrebbe chiuso la portiera e il dito del vigile sarebbe rimasto nel mezzo.
L’autista deve rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Ieri, in udienza, dalle domande dell’avvocato di Agnolucci, è già emersa la tesi difensiva: il camionista non avrebbe potuto fermarsi senza correre pericoli perchè la strada era troppo ripida e troppo stretta. Per questo non avrebbe rispettato l’alt. Anche se i due agenti assicurano che i controlli erano di routine, che gli altri trasportatori si fermavano, consegnavano i documenti, poi, per ulteriori accertamenti, posteggiavano nel primo piazzale disponibile. <QM>(
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