Il Tirreno

decisione del consiglio di stato

Residence Tropicana il Comune riconsegna le chiavi ai proprietari

Residence Tropicana il Comune riconsegna le chiavi ai proprietari

MASSA. Il Comune fa un passo indietro e riconsegna le chiavi dei 23 appartamenti ai legittimi proprietari: nella lista dei beni immobili di Palazzo civico il Tropicana non c’è più. La decisione l’ha...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il Comune fa un passo indietro e riconsegna le chiavi dei 23 appartamenti ai legittimi proprietari: nella lista dei beni immobili di Palazzo civico il Tropicana non c’è più. La decisione l’ha presa il Consiglio di Stato che ha imposto a via Porta Fabbrica di “stoppare” l’efficacia di tutti gli atti volti all’acquisizione dello stabile. La questione è tecnica, con la sovrapposizione di giustizia penale e amministrativa. Tutto comincia nel 2010: Antonello Bertozzi, amministratore della società che ha costruito e gestito il Tropicana, è accusato di lottizzazione abusiva, per aver trasformato un complesso turistico in mini appartamenti. Il pm gli contesta anche l’evasione fiscale per non aver fatturato 700mila euro, frutto delle compravendite. Nel 2012 la sentenza: condanna ad otto mesi ed un anno di interdizione dai pubblici uffici per evasione. La lottizzazione abusiva per il giudice è accertata, ma prescritta. E proprio perché accertata, scatta comunque la pena accessoria della confisca. Antonello Bertozzi ricorre in appello e la Corte di Genova lo proscioglie anche dal reato tributario: l’ultima compravendita risale al 2005 e l’evasione si prescrive in sette anni e mezzo. Il giudice revoca quindi anche la confisca. La vicenda penale è chiusa. Rimane aperta, però, quella amministrativa: il Comune, infatti con la determinazione 772 del marzo scorso, inaugura il percorso per l’acquisizione degli appartamenti. Lo fa in base ad una sentenza del Tar che riguarda un’altra residenza turistica, il Doria. In quell’atto il tribunale amministrativo stabilisce un’ equazione tra lottizzazione e acquisizione al patrimonio comunale: vale a dire - per sintetizzare - se c’è stata la trasformazione di un immobile con finalità turistiche in mini appartamenti, Palazzo civico è “autorizzato” ad acquisire il bene. Così succede, quindi, per il Tropicana: alla determinazione 772 segue l’atto dirigenziale che traduce l’intenzione in realtà. Chi ha comprato gli appartamenti del Tropicana perde la casa al mare. Arriva il primo ricorso al Tar con la richiesta di una sospensiva: i ricorrenti, in attesa che la giustizia amministrativa si pronunci sul merito, chiedono che gli atti di acquisizione siano “stoppati”. Ma il Tar non concede la sospensiva, gli acquirenti bussano alle porte del Consiglio di Stato che la sospensiva la riconosce. E impone al Comune di sospendere, l’efficacia dei provvedimenti e di riconsegnare i 23 appartamenti ai proprietari. La partita non è chiusa perché a maggio il Tar entrerà nel merito della questione. Nell’attesa, però, i proprietari e il Comune trattano e non è escluso che il Tropicana possa riottenere i permessi per diventare una residenza turistica alberghiera.(C.S.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web