Il presidio
Carrara, la dentista restituisce le chiavi della casa popolare della mamma morta mesi fa
La professionista spiega: è passato del tempo perché c'era da chiudere un contatore di Gaia
CARRARA.«Le chiavi della casa popolare di mia madre le ho appena riconsegnate in Comune. Avevo chiesto un po’ di tempo, ma non è passato un anno e mezzo, perché c’era un contatore di Gaia da chiudere. Adesso la casa è libera».Parla la libera professionista, una dentista sposata con un funzionario comunale, segnalata come “furbetta” degli alloggi popolari per aver tenuto chiusa (e vuota) la casa popolare assegnata alla madre deceduta circa un anno fa.
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Dopo la segnalazione del nostro giornale le chiavi di quella casa popolare alla periferia della città sono tornate - con perfetto tempismo - nelle mani degli uffici comunali e dell’Erp.
Una vicenda che era arrivata dopo quella del nababbo marocchino che al suo paese aveva la bellezza di quattro appartamenti (e a Carrara viveva in una casa popolare) e la giovane madre che, dopo aver conosciuto un ricco imprenditore di Prato aveva la Porsche parcheggiata sotto casa e - spontaneamente quindi - aveva riconsegnato le chiavi dell’alloggio Erp.
Anche in questo ultimo caso, quello della dentista con le chiavi della casa popolare della madre deceduta fino a ieri ancora in tasca, la vicenda era stata segnalata dai condomini dello stesso caseggiato popolare alla periferia di Carrara.Una storia che ha fatto scalpore perché la libera professionista è sposata con un funzionario di Palazzo civico. E forse, proprio per questo, ci si sarebbe aspettata, da parte dei vicini di casa soprattutto, un po’ più di solerzia di rimettere le chiavi agli uffici comunali e permettere così di riassegnare l’alloggio stesso a famiglie che ne hanno realmente bisogno e che per questo motivo sono regolarmente in graduatoria.
La signora, raggiunta telefonicamente, ha dato la sua versione dei fatti.
Cominciando dal principio.«Mia madre non è morta da un anno e mezzo, e quindi non è vero che la casa è vuota da così tanto tempo - ha spiegato la signora senza dare però un’indicazione temporale più precisa - Le chiavi le ho già riconsegnate a Palazzo civico proprio nelle ore scorse quindi non c’è più nessun caso».
E sul perché avesse tenuto quell’alloggio vuoto la spiegazione è questa: «Avevo bisogno di tempo per risolvere una questione con Gaia dal momento che dentro all’abitazione c’è ancora un contatore dell’acqua. La disdetta delle utenze era stata già fatta da tempo».
Queste le spiegazioni della libera professionista che, comunque assicura di aver provveduto a riconsegnare le chiavi, e di fatto, l’alloggio, a chi di dovere. Per poter essere rimesso a posto e quindi di nuovo a disposizione dei cittadini che sono in graduatoria.
Un caso, a questo punto sembra essersi risolto. Ma sono ancora due gli appartamenti popolari vuoti da tempo e chiusi. Il motivo, come fanno sapere dagli uffici di palazzo civico, è sempre lo stesso: gli inquilini ormai usciti dalla casa popolare chiedono tempo per poter sistemare i mobili, le utenze o quant’altro.
E spesso, a quanto pare, e soprattutto alla luce delle numerose segnalazioni che ormai i condomini fanno pervenire non solo agli uffici interessati, ma anche alle redazioni dei giornali, i giorni diventano settimane, le settimane mesi.
Della vicenda dell’ultima - in ordine di tempo - casa ritornata nel patrimonio dell’edilizia popolare ci sono alcuni aspetti in particolare che saltano all’occhio. Il fatto che la signora, che deteneva le chiavi dell’alloggio rimasto vuoto, fosse una libera professionista e quindi non avesse alcun bisogno di una casa di appoggio. E, soprattutto, la signora in questione sia la moglie di un funzionario comunale che dovrebbe conoscere il regolamento degli alloggi popolari e, più in generale, l’emergenza abitativa che vive ogni giorno la città.
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