Il Tirreno

I presidianti: ma ora sgombriamo gli uffici del sindaco e della giunta

Cinzia Chiappini
Alcuni presidianti sotto il Comune
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Alcuni presidianti sotto il Comune

Una contrordinanza con tanto di numero di protocollo con cui l'Assemblea permanente chiede le dimissioni dell'amministrazione. Intanto è rinviato il consiglio comunale

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CARRARA. L’Assemblea permanente reagisce allo sgombero di martedì con un intervento all’insegna della provocazione con una contro-ordinanza.
I presidianti hanno diffuso il “fac-simile” di un’ordinanza sindacale, con tanto di numero di protocollo e richiami agli articoli di legge. Oggetto del provvedimento “lo sgombero immediato dagli uffici comunali di sindaco e giunta” e la proposta di un referendum per le loro dimissioni.
Intanto però in municipio la tensione resta alta come dimostra il dispiegamento di un gran numero di agenti delle forze dell’ordine, fuori e dentro Palazzo Civico.
Gran dispiegamento di forze dell’ordine, intanto, nella giornata di mercoledì in piazza Due Giugno: a quarantotto ore dallo sgombero dell’Assemblea Permanente, fuori e dentro Palazzo Civico resta ben visibile la presenza di Polizia di Stato, Polizia Municipale e Carabinieri, durante l’orario di apertura degli uffici e anche dopo la chiusura del municipio.
Mercoledì mattina un nutrito gruppo di “ex presidianti” ha partecipato alla seduta della commissione Urbanistica: subito dopo l’inizio della riunione, diversi agenti si sono posizionati nei pressi dell’Ufficio Protocollo, chiudendo il passaggio al corridoio che porta in Sala di Rappresentanza ma, a commissione finita, nessuno ha nemmeno provato a dirigersi in quella direzione.
Intanto, con un provvedimento firmato dallo stesso sindaco Angelo Zubbani, questo spazio, all’interno di Palazzo civico, è stato dichiarato «non disponibile per qualche giorno» alla luce della necessità di effettuare «accertamenti e verifiche circa il suo stato le condizioni».
Nel frattempo l’Assemblea permanente ha risposto allo sgombero di ieri con una simil ordinanza, un documento che ricalca, anche nella forma, il provvedimento sindacale, con tanto di numero di protocollo e richiami alla costituzione. Una sorta di fac simile satirico, per chiedere lo «sgombero immediato dagli uffici comunali - con annesse dimissioni - del sindaco e della Giunta Comunale di Carrara».
Il documento, firmato dai “cittadini presidianti” si apre con una ricostruzione di quanto accaduto dal 5 novembre a oggi, esattamente come l’originale firmato dal sindaco Zubbani.
Richiamando gli articoli 17 e 18 della Costituzione Italiana, l’Assemblea permanente definisce lo sgombero un atto «illecito e intimidatorio, «una mera e incostituzionale azione politica, incalzata da accuse false e infamanti nei confronti dei cittadini riuniti in presidio».
E gli ex presidianti, definiscono lo sgombero: «una manovra politica altamente controproducente» e accusano l’amministrazione di aver intrapreso, negli ultimi 7 anni, «una politica volta alla sola tutela degli interessi dei poteri forti». E, inoltre: «di aver contribuito al dissesto idrogeologico», «di aver messo in pericolo la vita stessa dei cittadini»; di aver impoverito la vita culturale della città, «di non aver portato a compimento una regolamentazione adeguata degli agri marmiferi» né di aver «contrastato le possibili infiltrazioni mafiose nella gestione degli appalti e delle costruzioni, in primis per la “Strada dei Marmi”».
Alla luce di queste premesse, l’Assemblea conferma i suoi obiettivi, ovvero la trasparenza nella gestione della cosa pubblica, la partecipazione attiva della cittadinanza, la gestione diretta tramite bilancio e pianificazione del territorio partecipati,l’ adesione alla Carta di Pisa, chiedendo infine l’indizione di un referendum per sfiduciare la giunta.
 

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