Il presidio
Anpi solidale: un atto triste nel Giorno della memoria
Bienaimé per protesta non ha partecipato al consiglio congiunto a Massa La testimonianza di uno sgomberato: la nostra è una resistenza pacifica
CARRARA. Ivan Pastine, è sulle scale del municipio, in mezzo a tante altre persone dell’Assemblea permanente: «Eravamo sette-otto persone, ci hanno sgomberato». Ha visto vigili urbani e poliziotti (l’ordinanza è stata notificata dalla polizia municipale. «Non è successo niente di particolare, noi non abbiamo fatto alcun tipo di opposizione. E’ stato uno sgombero pacifico. L’Assemblea aveva deciso da tempo che in caso di sgombero non ci saremmo opposti, avevamo programmato una resistenza pacifica. Sono stati molto frettolosi» .
Subito dopo lo sgombero, il materiale e i documenti accumulati in oltre due mesi di presidio sono stati trasferiti in un locale del Palazzo degli Uffici (dalla parte opposta del municipio in via 7 Luglio) imesso a disposizione dell’Assemblea da una cittadina che ha preferito rimanere anonima.
«Uno sgombero che ci fa tanta tristezza anche perché avviene nel Giorno della Memoria»: Giorgio Lindi, segretario comunale dell’Anpi porta così la solidarietà della sua associazione ai presidianti sgomberati dalla Sala di Rappresentanza. Anche loro, ieri mattina, sono arrivati in piazza Due Giugno non appena appresa la notizia della “cacciata” dell’Assemblea permanente, avvenuta proprio in concomitanza con le celebrazioni della Shoah. «I politici vanno a Massa e qui si sgombera un presidio di intelligenza e democrazia» ha dichiarato Lindi, sottolineando come l’ordinanza sia stata eseguita quando Palazzo Civico era praticamente svuotato di tutti i suoi esponenti politici, impegnati a Massa al Consiglio solenne per la Giornata della Memoria.
«Al di là delle valutazioni che si possono fare, noi come Anpi e Fiap – ha aggiunto Lindi - siamo qui a manifestare la nostra solidarietà e pronti a fare tutto ciò che è necessario affinchè le esigenze dei carraresi siano riconosciute».
«E’ la giornata del disonore»: con queste parole, durissime, il consigliere del Movimento 5 Stelle Francesco De Pasquale ha commentato la notizia dello sgombero dell’Assemblea Permanente. L’esponente grillino ha fatto visita ieri mattina ai presidianti, riservandosi però di commentare l’ordinanza in occasione del consiglio comunale, convocato per domani. De Pasquale non ha risparmiato però una frecciata alla volta di Piazza Due Giugno: «L’amministrazione sta facendo di tutto per non fare attività politica, non c’è motivo per non convocare le commissioni, non c’è motivo di non riunire il consiglio comunale: si tratta di prese di posizione assolutamente ingiustificate. Oggi (ieri, ndc.) giornata della Memoria, è una giornata di tutti noi, un momento importante per ricordare e rinnovare i principi di lotta al fascismo e al nazismo che portarono a morire migliaia tra Rom, Sinti, ebrei, omosessuali, diversamente abili rei di essere diversi, di non appartenere alla razza ariana. Furono in molti a rendersi responsabili di quei crimini e ancor più coloro che vedevano, sapevano e non reagirono alla barbarie».
La consigliera comunale Claudia Bienaimé (Cararra bene comune), commenta: « Oggi (ieri, ndc.) nel Giorno della memoria avrei voluto testimoniare con la mia presenza a tutti coloro, che nel consiglio comunale solenne a Massa, verranno premiati e ricordati, la mia vicinanza, avrei voluto testimoniare un rinnovato impegno di fedeltà a quei valori ma il sindaco con il sostegno dei partiti della sua coalizione (Rifondazione Comunista, Sel, Pri, Psi e Pd), ha ritenuto di far sgomberare il presidio dell’assemblea permanente che dall’alluvione ha testimoniato grande senso democratico non solo facendo svolgere le normali funzioni del Comune ma proponendo iniziative e proposte». La Bienaimé ritiene che «l’amministrazione di sinistra» non abbia esercitato «l’arte del dialogo e della proposta ma quella della forza, senza riuscire in più di due mesi a dare una risposta politica alle legittime richieste della cittadinanza», non soltanto, dice la consigliera di opposizione, legate agli eventi del 5 novembre ma anche a una gestione del territorio da parte dell’amministrazione , che lei non condivide. Ha quindi deciso di non partecipare al Consiglio Comunale per il Giorno della Memoria, «perché oggi (ieri, ndc.) non ritengo di potermi sedere con coloro che amministrano questa città».
Cinzia Chiappini
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