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Cipolla di Treschietto motore del rilancio

Cipolla di Treschietto motore del rilancio

Carletto Marconi presidente del comitato: il prodotto diventerà veicolo di promozione del territorio

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BAGNONE. Un prodotto identifica un territorio, ne diventa espressione perché si lega a esso, radicandosi nella tradizione culinaria e quotidiana, diventando elemento imprescindibile di definizione territoriale. La cipolla di Treschietto è riassumibile in questa categoria. Una produzione di nicchia che tenta di espandersi e conquistare, come già fatto con successo per quanto riguarda il mercato interno, un posto di rilevanza al di fuori dei confini lunigianesi. La valorizzazione di questo prodotto nasce nel 1975 quando si dà il via alla prima sagra.

«La formazione del comitato ha fatto da volano per comprendere se si potesse generare economia sul territorio e valorizzarla - spiega Carletto Marconi, sindaco, nonchè presidente del Comitato cipolla di Treschietto - non produttori ma anche ristoratori all’interno di questo comitato perché pensiamo che vada consumata e fatta degustare. La Locanda della Lina e la Nuova Iera rientrano quindi nel novero dei dieci soci fondatori di questa associazione. Deve quindi trovare anche una dimensione culinaria importante che permetta di farla riscoprire. Abbiamo rinnovato il marchio e quindi per altri 10 anni siamo tutelati come identificazione geografica».

Il rilancio parte da qui, con una spinta pubblicitaria che punta a far diventare questo frutto della terra veicolo per la promozione di tutto un territorio divenendone simbolo e biglietto da visita. «Comunità Montana e Provincia ci hanno aiutato tantissimo in questo percorso – prosegue Marconi – hanno sempre avuto riguardo per questa nostra eccellenza e ci hanno anche finanziato i progetti. Adesso potrebbe subentrare anche la Regione Toscana, grazie al provvedimento sulle terre, diventando un incentivo. Con l’obiettivo di aumentare la produzione. Che potrebbe generare nuovi posti di lavoro se si tornasse a sviluppare questo settore».

La filiera che nasce dalla cipolla di Treschietto non si ferma solo alla vendita dell’ortaggio fresco, ma va oltre «Si parte dalle piantine da semina - aggiunge Marconi - per arrivare al prodotto maturo. Da due anni a questa parte, grazie alla collaborazione dello chef Rolando Paganini, abbiamo cercato di sviluppare un mercato che potesse correre in parallelo e che utilizzasse la cipolla come base per altre preparazioni. Lo chef ha sperimentato e ha creato una marmellata che sta riscuotendo grande successo anche al di fuori della Lunigina, presentata anche al Salone del gusto. Inoltre si sta sviluppando anche una produzione di mostarde e sottolio che possa ampliare l’offerta gastronomica dando molte varianti a questo prodotto».

Decade purtroppo il progetto di creare un marchio Igp, causa il lunghissimo iter burocratico. «Mi auguro che si possa creare un marchio Lunigiana – conclude Marconi – in cui possano essere convogliate tutte queste peculiarità gastronomiche».

Cristiano Borghini

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