Il presidio
Furti di identità e merce fantasma La truffa corre online
Una sfilza di denunce: un quarantenne si è trovato le foto su un profilo Facebook non suo. E ha rischiato il divorzio
MASSA. Fare acquisti online è facile, ma può nascondere insidie e possibili truffe. Soprattutto se ci si rivolge a rivenditori non ufficiali. La polizia postale ha una lunga serie di denunce di questo genere, insieme a quelle più pesanti che riguardano sottrazioni di identità. Gli autori dei raggiri usano ogni tipo di espediente: dall’elettrodomestico di ultima generazione al prodotto di nicchia, dalla vacanza nel posto mozzafiato allo strumento musicale introvabile.
Furto identità. Sono le denunce più ricorrenti quelle relative ai furti di identità su Facebook. L’ultima è quella di un quarantenne che ha scoperto che qualcuno ha preso delle sue fotografie e ha aperto un profilo Facebook con un nome diverso dal suo. È stata la moglie ad avvisarlo, dopo aver indagato per capire se era uno stratagemma del consorte per trovare altre donne fingendosi single. Lui ha negato e ha presentato un esposto per scoprire chi è stato a fargli questo scherzo.
Vacanza da incubo. Quest’estate disavventura nel tarantino per un gruppo di turisti di Massa Carrara. I quattro avevano prenotato una camera per una settimana in un bed & breakfast a San Pietro in Bevagna, ma si sono visti rifilare uno scantinato. L'immobile che avevano visto su Internet c'era, la camera anche, ma era già stata affittata. Ai quattro è toccato una sorta di vano tecnico con due finestrini e servizi igienici fatiscenti. Quando hanno visto il tugurio hanno scelto di andare via e di cercare un albergo, questa volta visitando prima la sistemazione e guardandola dal vivo. Poi, una volta tornati a casa, hanno presentato denuncia alla polizia postale e hanno chiesto aiuto a un’associazione dei consumatori.
Lo strumento che non c’è. Il rivenditore di strumenti musicali è di Perugia. Il suo annuncio relativo alla vendita di una tastiera a 800 euro su Ebay e Kijiji (invece che a 1.100 euro) ha fatto parecchie vittime. Un paio anche a Massa. Il copione è semplice: prima il venditore risponde dicendo di essere un giovane musicista che non ha conto corrente e chiede un vaglia e la spedizione del bene assicurata, poi, al contatto telefonico, risponde il sedicente padre che interviene per conto del figlio che non è avvezzo a trattare denaro e vi invita a intestare a lui un vaglia postale online. Sull'annuncio dichiara che c'è la possibilità di provare la tastiera tramite appuntamento. Per questo contatta soltanto persone che non abitano in Umbria, come i due massesi. Dopo il pagamento degli ottocento euro inutile dire che il telefono è rimasto isolato e così sono svanite le speranze di vedere lo strumento elettronico.
Un volante troppo usato. Il raggiro è successo poco prima di Natale e la denuncia è fresca: un ragazzo apuano cercava un volante sportivo per la sua Audi e ha trovato il venditore nel mercatino di Facebook. Visionato il prodotto in fotografia, il cliente massese ha effettuato una ricarica Postepay di oltre duecento euro, in più ha spedito il suo vecchio volante. La merce ci ha messo qualche giorno in più ad arrivare. Ma il 27 era a Massa. Peccato che una volta aperto il pacco il cliente si è accorto che era ridotto male, con dei tagli che dagli scatti non si vedevano. L’uomo prova a chiedere la restituzione del denaro e del vecchio volante, ma niente da fare. Allora ne chiede un altro e quello che gli viene proposto è peggio del primo. Insomma, capisce di essere stato raggirato e avverte le forze dell’ordine. Non sarà semplice recuperare i soldi, però.
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