Il Tirreno

Cento euro per l’occupazione di un appartamento dell’Erp

Cento euro per l’occupazione di un appartamento dell’Erp

La donna era entrata in un immobile dopo essere stata sfrattata da Caina Il giudice ha riconosciuto lo stato di necessità e ha applicato la pena minima

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CARRARA. Era il maggio del 2011 quando con il tritolo furono abbattute le case dell'Erp di Caina. Troppo fatiscenti per poter pensare di recuperarle, meglio cancellare e ricostruirle. Nel frattempo però c'erano da sistemare gli inquilini rimasti senza un tetto sotto il quale dormire. Ma la soluzione tardava e così alcuni di loro hanno occupato altri immobili dell'ente di edilizia popolare e per questo sgomberati dopo essere stati identificati dai carabinieri.

Vicende che sono arrivate in tribunale e che dopo tre anni e mezzo arrivano a sentenza. Una, giunta al capolinea ieri mattina, ha visto protagonista una quarantenne che era entrata in un appartamento sfitto per non stare più dove l'aveva messa l'amministrazione. L'imputata è stata condannata a una sanzione pecuniaria di 100 euro dal giudice Tori, dopo che il suo avvocato Giuseppe Del Papa aveva chiesto l'assoluzione. Ma il legale si è detto comunque soddisfatto: «Applicato il minimo della pena, del resto era una vicenda chiara. Una protesta e non un'occupazione». Intanto la quarantenne - e il suo compagno - si sono visti assegnare un altro appartamento. Il loro - ma a essere denunciata era stata soltanto la donna - era stato un gesto disperato, perché la situazione economica era complicata e non avevano i soldi per trovare qualcosa neppure a buon prezzo.

Ma come detto in quei giorni altri sfrattati di Caina diedero vita a proteste simili. E anche loro sono sotto processo. Duecento le persone evacuate e ospitate in una scuola pubblica con pasti caldi e assistenza forniti dal Comune. Una sistemazione che è stata sopportata per una settimana, poi quando la gente aveva capito che ci sarebbero voluti mesi per vedersi assegnare un altro immobile hanno cominciato a occupare le case dell’Erp che sapevano essere sfitte. Il problema è che non potevano essere abitate oppure erano già state assegnate. Così i carabinieri avevano sgomberato gli abusivi e li avevano segnalati alla procura.

C'erano voluti 75 chili di esplosivo, sistemati alla base dei palazzi e sufficienti per far saltare in aria il complesso popolare di proprieta dell'Erp. L’ente in seguito lo ha ricostruito. Erano stati impiegati 800 metri di miccia detonante alla pentrite e 845 detonatori. Un botto pazzesco aveva accartocciato quelle palazzine costruite nel immediato dopoguerra.

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