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Rossi salva la Provincia? Tutti i dubbi dei lavoratori

Rossi salva la Provincia? Tutti i dubbi dei lavoratori

«Proposta ok, ma non si sa dove trovare le risorse». Domani un presidio in piazza Più ottimista il presidente Narciso Buffoni: possibile evitare il ricorso alla mobilità

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MASSA. Rossi “salva” la Provincia? Il presidente di Palazzo Ducale Narciso Buffoni ci spera, i lavoratori a rischio mobilità anche. Ma non nascondono dubbi e preoccupazioni.

La proposta di legge del governatore della Toscana approvata dalla giunta regionale dice, in sostanza, quel che già circolava da settimane. Le Province verranno svuotate di buona parte delle funzioni. Centri per l’impiego e formazione professionale, agricoltura, ambiente, caccia e pesca; rifiuti e difesa del suolo diventeranno di competenza della Regione. Rimarranno invece in capo alle Province la gestione della rete stradale (700chilometri a Massa Carrara), l’edilizia scolastica (gli istituti superiori), mentre passeranno ai Comuni le competenze su turismo (salvo la raccolta di dati statistici), sport, albi regionali e interventi di forestazione.

Nel concreto, però, secondo il piano Rossi, i dipendenti della Provincia non dovranno trasferirsi a Firenze o altrove. Resteranno qui a Massa a svolgere le stesse mansioni che hanno svolto finora. Semplicemente cambiando la targhetta fuori della porta. L’ufficio ambiente, tanto per fare un esempio, diventerà ufficio ambiente della Regione, sezione Massa Carrara. E “nessuno sarà lasciato per strada”: quei dipendenti che andranno “sotto” la Regione verranno retribuiti con risorse regionali; una parte potrà andare in pensione con le norme precedenti alla legge Fornero, una parte resterà in carico alla “snellita” Provincia.

«Una proposta positiva, perchè segue la riforma Delrio e indica come ricollocare i lavoratori. Il problema, però, sono le risorse: questa proposta cozza con la legge di stabilità del governo Renzi che toglie alle Province risorse per un miliardo di euro solo per quest’anno e prevede una riduzione del 50% del personale. Temiamo ancora che la Provincia vada in dissesto finanziario e che si apra la mobilità», commenta Paola Freschi della Rsa della Provincia. I lavoratori, insomma, non si sentono tranquilli. «Anche perchè – dice ancora Paola Freschi – in prospettiva ci sarà l’abolizione delle Province con la modifica della Costituzione, così come vuole questo governo».

Più ottimista il presidente della Provincia Narciso Buffoni. Anch’egli esprime dubbi sulla effettiva disponibilità di risorse – «si tratta di capire chi deve pagare cosa e mi auguro che la Regione provveda a pagare i dipendenti che “assorbirà”» – ma aggiunge: «Forse, tra il personale che andrà in carico alla Regione, tra quelli che andranno in pensione con la “pre-Fornero”, 20-25 persone al massimo, e quelli che resteranno a svolgere le funzioni rimaste alla Provincia, si eviterà il ricorso alla mobilità. Me lo auguro».

Intanto, i dipendenti della Provincia non mollano. Lo stato di agitazione continua (l’occupazione è stata sospesa) e per giovedì pomeriggio (22 gennaio) dalle 15.30 organizzano un presidio davanti alla prefettura.(c.f.)

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