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Il falò di S. Nicolò più forte della pioggia
La gigantesca pira non ha tradito le aspettative e ha illuminato anche la festa rionale con canti e prodotti tipici
PONTREMOLI. “Lo lo lo evviva San Nicolò”. Il caratteristico slogan che contraddistingue i sostenitori del falò di Sant’Antonio Abate rieccheggiava come un urlo di trionfo lungo tutto il ponte Pompeo Spagnoli (quest’anno davvero assiepato di numerosi partecipanti dimostrando, una volta di più, anche il valore turistico che può avere l’iniziativa dei falò) dove sabato sera si è bruciato il falò di San Nicolò, primo atto della disfida che vede i rappresentanti del “vaticano” (così detti perché rappresentanti della parte Guelfa pontremolese) confrontarsi con gli eterni “nemici” di San Geminiano.
Ancora una volta i fuochisti di San Nicolò hanno dato vita ad uno spettacolo superbo, capace di accendere nella notte un falò di una bellezza sfavillante nonostante le condizioni atmosferiche non fossero davvero favorevoli, anzi, due giorni di maltempo con raffiche di pioggia che hanno costretto i fuochisti (cui va un applauso straordinario, che per una volta deve unire anche i rappresentati della parte avversa di San Geminiano, perché riescono con una passione ed una dedizione davvero ammirevole a mantenere viva una tradizione che poggia le sue fondamenta nei secoli passati) a montare l’imponente pira (circa tredici metri di altezza) in condizioni proibitive e solo la consumata abilità di questi “angeli del fuoco” ha permesso che, con presupposti tanto avversi, tutto si svolgesse nei migliori dei modi ed anzi che fosse un vero e proprio trionfo. Quando, al segnale convenuto, i fuochisti distribuiti in cerchio hanno appiccato il fuoco alla catasta, una vampata poderosa si è sprigionata verso l’alto provocando un vero e proprio ruggito che si è diffuso tra lingue di fiamme altissime. Un’esplosione di forza, con il fuoco, nella sua potenza, non ha iniziato ad aggredire l’erba e gli sterpi del fiume attorno al falò, naturalmente verdi e quindi restii ad unirsi a tanto tripudio. L’unico elemento che ha un po’ rovinato la festa agli spettatori è stato un fastidioso vento spirante da sud, che ad un certo punto si è irrobustito ed ha portato una pioggia di scintille sul ponte, obbligando tutti ad un repentino arretramento per cercare di evitare i danni agli indumenti e agli ombrelli aperti per proteggersi dalla pioggia. Un inconveniente che non ha limitato la soddisfazione per il bel risultato ottenuto. Ma tutta la giornata pontremolese è ruotata attorno all’appuntamento del falò che, approfittando anche del fatto che la data è quest’anno caduta di sabato, il rione di San Nicolò è riuscito ad organizzare un momento di festa con l’offerta di cibi e vini locali, incontrando il consenso di tante persone che hanno colto la possibilità di fare una sosta con la prospettiva di un piacevole spuntino. Ma non solo. Via Garibaldi e le case che si affacciano sul fiume sono state addobbate con bandiere e bandierine che hanno dato un maggior senso di festa al rione e nello spiazzo dedicato a don Antonio Spinetti (Porta Parma) sono stati allestiti dei banchetti con prodotti tipici e mercatini di vario genere. E non poteva certo mancare l’appuntamento con la musica, infatti alla conclusione del fuoco c’è stata l’esibizione del coro “Al Sass” che ha raccolto numerosi applausi e consensi. Ora la “palla” passa ai rappresentanti di San Geminiano chiamati a rispondere con il falò in onore del patrono il 31 gennaio sulle sponde del Verde.
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