Il presidio
L’agente indaga in rete per aiutare gli adolescenti
MASSA. La questura di Massa Carrara partecipa al progetto “Una vita da social”, campagna di sensibilizzazione nazionale sui rischi e i pericoli connessi all’utilizzo di internet e lo fa portando sul...
MASSA. La questura di Massa Carrara partecipa al progetto “Una vita da social”, campagna di sensibilizzazione nazionale sui rischi e i pericoli connessi all’utilizzo di internet e lo fa portando sul territorio un truck, una specie di grande tir, che accoglierà le scolaresche per lezioni e dimostrazioni. A spiegare il progetto sono stati il questore di Massa Giuseppe Misiti, il capo di gabinetto Alessandro Gini e l’agente di polizia postale Stefano Rossi.
Una vita da social nasce per contrastare soprattutto il cyberbullismo, ossia l’uso delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo o escludere altri ragazzi, di solito coetanei; metodologie con cui i “più forti” se la prendono per far prevalere un pensiero. «Profili violati - dice Rossi- foto rubate, creazione di false identità per adescare e corrompere, truffe commerciali ai danni di chi crede di comprare un oggetto, e poi non lo riceve, fino ad arrivare ai reati più gravi di molestie e ricatti. Tutto questo per dire che i pericoli sono tanti».
«E’ importante - commenta il questore - che i primi ad imparare a navigare siano gli adulti, i genitori e gli insegnanti, perché sono loro che dovranno insegnare ai giovani a riconoscere i rischi e le insidie presenti nel mondo della comunicazione virtuale».
Per spiegare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie i pericoli della rete, la polizia ha scelto il personaggio dei cartoni animati più amato da queste generazioni, il giornalista investigatore Geronimo Stilton, che attraverso un fumetto mette in guardia i ragazzi: «Se vi arrivano email da indirizzi sconosciuti, non aprite la posta, né gli allegati; non fornite mai il vostro nome, cognome, né quello dei vostri genitori, né tantomeno il numero di telefono a chi ve lo chiede via internet; se qualche sconosciuto sul web vi chiede di incontrarlo di persona rifiutate sempre e informate i vostri genitori; chi usa un linguaggio volgare con voi non merita una vostra risposta e se vi inviano fotografie personali, con la richiesta di riceverne anche una vostra rifiutatevi». Questi sono solo alcuni dei consigli, molti altri verranno spiegati il 22 gennaio nel truck della polizia che arriverà in piazza Aranci alle 9,30.
Manuela D’Angelo
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