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Incidenti truccati indaga la Procura
A sporgere denuncia una grossa compagnia assicurativa Nel mirino oltre agli automobilisti anche carrozzieri e medici
MASSA. Incidenti stradali con truffa: indaga la Procura.
A Massa sono otto i casi che sono finiti sul tavolo del procuratore capo Aldo Giubilaro.
A sporgere denuncia, per truffa e associazione a delinquere, una compagnia assicurativa, la Cattolica che ha deciso di vederci chiaro (affidandosi anche a un grosso centro investigativo) su tutta una serie di sinistri per i quali venivano presentati conti astronomici di risarcimento danni.
Sotto accusa (siamo nella fase istruttoria delle indagini) sarebbero finiti alcuni carrozzieri, i conducenti e i viaggiatori.
E al vaglio dell’indagine sarebbe finita anche la posizione di alcuni medici, coinvolti in quella fase ultima della pratica del sinistro che riguarda la certificazione .
Sempre stando all’ipotesi accusatoria ci si troverebbe di fronte a un vero e proprio meccanismo che, sempre stando all’accusa, sarebbe stato studiato a tavolino e messo in pratica in varie zone, in questo caso strade o incroci, del territorio massese.
Il sistema, o meglio la dinamica, sarebbe sempre la stessa. Quasi sempre un tamponamento a catena che coinvolge tre auto. Grossi danni alle macchine e, a livello fisico, a conducente e passeggeri alle prese con un identico problema al rachide cervicale.
Da qui i lavori di ripristino delle macchine (ed entra in gioca la carrozzeria) e poi la quantificazione delle lesioni (aspetto che attiene alla certificazione medica). Cifre che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbero state “gonfiate” per spillare più soldi alle compagnie. Il sistema di incidenti stradali che, stando sempre a quanto sostenuto dalla compagnia assicurativa che ha presentato le denunce in Procura, sarebbe stato precostituito per danneggiare le compagnie stesse, avrebbe avuto una identica regia e avrebbe coinvolto soprattutto cittadini stranieri che si sarebbero prestati a guidare le auto o a viaggiare come passeggeri.
Quello di Massa sarebbe quindi un caso molto simile, a quello che è stato al centro di una grossa indagine condotta dalla Procura di Lucca, e denominata “Car Crash”, finita in primo grado con 70 condanne.
Alessandra Vivoli
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