Il Tirreno

Il caso

Erosione della spiaggia, il primo obiettivo è ora salvare Poveromo

di Giovanna Mezzana
I lavori anti erosione nella primavera 2014
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I lavori anti erosione nella primavera 2014

La Provincia deve assegnare alle ditte gli appalti della nuova fase di interventi. Il presidente dei balneari Gazzoli: «Siamo stanchi di aspettare, vogliamo arrivare pronti alla Pasqua»

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MASSA. È l’ultima spiaggia. Quella rimasta. L’unica vergine. La sola che ha conservato la sua natura senza bisogno di trucchi e artifici (leggi scoglierine). Parliamo della spiaggia di Poveromo. Partirà da lì la nuova fase dei lavori anti-erosione. Pare imminente l’affidamento degli appalti a ditte da parte della Provincia, l’ente che ha in mano il timone, visto che competenza del comune di Massa è solo l’argine di Levante del Magliano.

Ai balneari sembra un countdown senza che arrivi mai lo zero. Il via ai cantieri era stato fissato per i primi di dicembre, poi c’è stata l’alluvione. Siamo a gennaio e chi fa impresa sul mare va in fibrillazione. «Non ci preoccupa la tipologia degli interventi (e meno male, dato che di errori sul fronte anti-erosione negli anni ne sono stati compiuti molti, ndr) – dice Stefano Gazzoli, il numero uno di Riviera Apuana, l’associazione a cui sono iscritti 90 balneari – quanto piuttosto i tempi. Noi vogliamo arrivare a Pasqua, quando le prenotazioni partono, senza camion e trattori in giro». È Comprensibile.

Lotto 2.1. Si chiama “2.1” ma in effetti è il lotto che partirà per secondo. Riguarda il tratto di costa che corre dalla foce del Magliano fino ai Ronchi. Per rimettere in sesto questo lembo di arenile sono previste tre operazioni. La prima è l’allungamento delle “scoglierine” , dal Magliano fino ai Ronchi, appunto. La seconda, che invece riguarda solo Ronchi, prevede il ripascimento – con ghiaia – di alcuni tratti. Terzo: verrà rimessa a nuovo anche la scoglierina a nord del Magliano.

Lotto 2.2. È il lotto che darà il via alla nuova fase dei lavori anti-erosione. Comprende la spiaggia da Ronchi a Poveromo. Anche qui le azioni previste sono: la risistemazione delle scoglierine e il ripascimentimento con ghiaia. Si parte insomma da Poveromo. Da Levante a Ponente. Finalmente. L’esperienza insegna che l’unica direzione giusta è questa: altrimenti è tutto inutile. «Il contrario provoca un effetto-disastro – dice Gazzoli – siamo lieti che si proceda secondo quella direzione». «E poi – aggiunge Gazzoli – Poveromo è l’unica spiaggia “a mare aperto” che ci è rimasta. È la nostra sorvegliata speciale. Non vogliamo perderla: vogliamo che parta al più presto l’azione di tutela». Il salvataggio, insomma.

Nodo bonifiche. Nulla è noto invece sul tratto di costa apuana che va dalla foce del Frigido al Lavello. Quella quota di arenile “bloccata” perché a suo tempo inclusa entro il perimetro delle aree da bonificare (al pari di quelle industriali). Il problema sembrava risolto. Quello specchio di mare s’era detto svincolato. Lo è effettivamente? «Io non lo so – dice Gazzoli – Forse ancora mancano gli ultimi passaggi formali. E poi non è chiaro se sia il Comune o la Provincia ad avere competenze su quel tratto».

Ma la cosa che lascia di stucco è che la Regione aveva già stanziato milioni di euro per salvare quelle spiagge: «Quindici milioni – dice il presidente di Riviera Apuana – che credo siano ormai diventati undici. Del resto se non c’è un progetto, va da sè che la Regione ne spenda un po’ nel caso di somme urgenze. Noi vorremmo si cominciasse a parlare del tratto Frigido/Lavello. Quella è la seconda vera fase del processo anti-erosione. Vogliamo appoggiarla o no la mattina sul foglio bianco?» Il messaggio è stato inviato. Alla Provincia. E al Comune. A ciascuno per le proprie competenze.

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