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Zubbani: sta per finire la tolleranza verso gli “occupanti”
CARRARA. «Abbiamo cercato il dialogo più volte. Prima, io in persona, proponendo sedi alternative per le riunioni. Poi, il presidente del consiglio comunale che ha proposto loro un incontro. La...
CARRARA. «Abbiamo cercato il dialogo più volte. Prima, io in persona, proponendo sedi alternative per le riunioni. Poi, il presidente del consiglio comunale che ha proposto loro un incontro. La risposta è sempre stata un secco no o un “fora il loz”, come continuano a gridarci in dialetto. A questo punto la situazione diventa difficile perché c'è una fetta della popolazione che chiede di usare quella sala». A parlare è il sindaco, Angelo Zubbani, a due mesi dalla nascita dell'assemblea permanente nella sala di rappresentanza del Comune.
Era infatti l'8 novembre scorso, tre giorni dopo l'alluvione, quando un gruppo di cittadini, dopo il presidio organizzato davanti al palazzo comunale, entrò nella sala e decise di non uscire più. Fino a quando, perlomeno, la giunta non si fosse dimessa. Richiesta a cui – ormai è chiaro – né sindaco né assessori hanno intenzione di cedere. Ma non solo. Il sindaco fa sapere che adesso «la tolleranza nei confronti dei presidianti sta per finire». Non parla né di sgomberi né di altre azioni di forza. Ma genericamente di «decisioni che la giunta dovrà prendere a breve termine». «Quella sala – ribadisce – è sempre stata utilizzata per cerimonie e presentazioni di libri e una parte della cittadinanza si sta lamentando (l'assemblea ha comunque lasciato l'uso della sala a disposizione di tutti i cittadini per qualsiasi attività, ndr.)».
Intanto il 17 gennaio (vedi articolo a fianco) i cittadini torneranno a manifestare, con un altro degrado tour: un percorso a tappe fra i luoghi abbandonati a se' stessi, questa volta ad Avenza. Un mese fa lo stesso percorso a tappe prese vita nel centro storico, gettando i riflettori su tutto quello che la città ha, o meglio non ha: il teatro Politeama, il teatro Verdi, la biblioteca, tutti chiusi. E ancora: palco della musica inagibile (è stato riaperto poco dopo il corteo), un parco giochi mai realizzato, palazzo dei partiti fatiscente. Chiediamo quindi al sindaco se si senta responsabile. «Sono a metà del secondo mandato – risponde - e ci vuole tempo per vedere risultati a problemi che si trascinano da decenni. Alcuni sono ritardi nostri, certo, ma, ad esempio, come possiamo spendere 4 milioni in un teatro quando ci sono strade da rifare o da mettere in sicurezza un territorio?».
Si potrebbe allora aumentare la tassa marmi? (gli chiediamo). «Certo – fa sapere- Abbiamo centinaia di contenziosi con il mondo delle cave a proposito. Io mi trovo indagato (si riferisce all'inchiesta in corso della procura sulla tassa marmi, ndr - nonostante io sia in prima fila in questa battaglia. Dal 2007 a oggi la tassa è aumentata progressivamente e anche in questo campo ci vuole tempo per vedere risultati. Siamo in attesa della legge regionale che ci aiuterà a porre fine alla vicenda dei beni estimati».
Melania Carnevali
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