Il Tirreno

Disabili, due sportelli fantasma

Disabili, due sportelli fantasma

Inaugurati pochi mesi fa dovrebbero fornire sostegno e servizi. Ma non funzionano

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Due servizi informatici, utilissimi per i disabili, inaugurati, con tanto di momento conviviale, ma poi dimenticati. Come se non ci fossero. Stiamo parlando dello “Sportello unico sulla disabilità”, aperto il novembre scorso a palazzo comunale (il secondo sportello dedicato agli handicap in Toscana, subito dopo quello di Firenze) e del servizio anagrafe attivato il luglio scorso al Sai, Servizio accoglienza informazione (è il primo caso in regione).

Il primo si occupa di accoglienza, ascolto e accompagnamento per le persone con disabilità e le loro famiglie. In altre parole fornisce e riceve informazioni (che poi archivia in via digitale) sulla disabilità relativamente ai percorsi sociosanitari, alle opportunità ai servizi e ai diritti delle persone. Il suo orario di apertura è stato fissato per tre ore (dalle 9 alle 12) il venerdì, con la promessa che fosse solo la fase iniziale. Il punto è che, come rende noto Pierangelo Tozzi, presidente della Consulta delle persone con disabilità, nessuno sa della sua esistenza. E il servizio è, appunto, come se non ci fosse. «Né il personale medico – chiarisce – né le scuole, né i diretti interessati ne sono a conoscenza. Lo sportello non ha nemmeno un numero diretto di telefono né tanto meno un indirizzo di posta elettronica. Così com’è non è un servizio utile ai cittadini, è solo un'operazione di facciata. Quando in realtà sarebbe uno sportello importantissimo per i disabili e le sue famiglie». Dalla sua apertura solo una decina di persone, infatti, si sono rivolte allo sportello unico.

Stesso discorso per l'altro servizio, quello anagrafe fuori dal Comune, unico caso, non solo in provincia ma in tutta la regione. È nato da un protocollo di intesa fra Comune di Carrara e Anfass Massa-Carrara (con la stretta collaborazione della Consulta delle persone con disabilità) che ha portato alla creazione di uno sportello nella sede dell'associazione in via Piave, dove possono essere rilasciati alle persone con disabilità e allo loro famiglie (residenti nel territorio comunale) i certificati di nascita, matrimonio, morte, residenze, cittadinanza, stato di famiglia e via dicendo. Inoltre l'Anfass consegna direttamente a casa i vari documenti. «Un servizio invidiatoci da tutta la regione», fa sapere ancora Pierangelo Tozzi.

Eppure, qui, non funziona: da luglio sono state rinnovate solo circa 30 carte di identità. «Il punto – spiega il presidente della Consulta – è che non c'è stata la volontà di andare oltre il taglio del nastro. Si pensa che i problemi siano risolti con l'inaugurazione del servizio e invece iniziano lì. Non c'è stata nessuna campagna informativa da parte né delle associazioni né dell'amministrazione. E questo è stato l'errore, a cui però adesso bisogna e si può rimediare». (m.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera