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Comitato di Albiano scarica l’avvocato Daniele Granara
Da anni era il rappresentante nella lotta alla ditta Costa L’ex consigliere comunale Moretti: ripartiremo da zero
AULLA. Terremoto all'interno del comitato dei cittadini di Albiano Magra, che si batte da anni contro la ditta Costa. Infatti, il comitato starebbe per dare il benservito al suo storico legale, l'avvocato ligure Daniele Granara, con cui il rapporto di collaborazione pare arrivato al capolinea.
A dirlo è l'ex consigliere comunale, Walter Moretti, raggiunto telefonicamente. Moretti annuncia che i cittadini impugneranno l'ultima sentenza del Tar, favorevole alla ditta Costa, di fronte al Consiglio di Stato, ma, a quanto pare, saranno tutelati nella loro battaglia da un altro avvocato o studio legale: «Nei prossimi giorni decideremo a quale avvocato affidare la tutela dei nostri diritti e ne daremo notizia. La ditta Costa era all'angolo, ma, purtroppo, le cose non sono andate come ci aspettavamo, con il Tar che non ha discusso il nostro ricorso, quindi è nostra intenzione non avvalerci più dell'operato dell'avvocato Daniele Granara. Dovremo ripartire praticamente da zero, ma quello che conta è che non ci arrendiamo» aggiunge Moretti.
E quando spunta fuori il nome di Moretti, inevitabilmente viene fuori anche quello della ditta Costa, contro cui l'ex consigliere comunale è impegnato in una battaglia che va avanti da anni. Condotta assieme a decine di altri cittadini di Albiano Magra, questa battaglia aveva visto la vittoria della parte avversa a metà novembre, quando la seconda sezione del Tar della Toscana, con la sentenza n. 1815, aveva accolto il ricorso proposto dall’impresa Costa Mauro avverso le determinazioni dirigenziali della Provincia di Massa Carrara n. 4343 del 10 dicembre 2013 e n. 0010813 del 17 aprile 2014, annullando tali provvedimenti e, quindi, tutta la procedura di Valutazione di impatto ambientale finora svolta.
E c'era una curiosità in questo nuovo capitolo a base di carte bollate, ovvero il fatto che sia i cittadini che la ditta Costa avevano fatto ricorso al Tar contro la medesima determinazione della Provincia, la n. 4343 del 10 dicembre 2013. Ma il ricorso dei cittadini faceva leva, soprattutto, sul fatto che quella determinazione, a loro dire, ammetteva la lavorazione di troppe tipologie di rifiuti, mentre il ricorso della ditta Costa mirava a rendere possibile la lavorazione di altre tipologie di rifiuti esclusi dalla determinazione. Come si evince perfettamente, si tratta di due posizioni davvero inconciliabili, almeno all'oggi.
Di certo vi è che la ditta Costa, nonostante le proteste della popolazione, continua a lavorare pur nell'ingorgo di pratiche legali che si è creato negli anni. Un ingorgo che fa comprendere meglio di fiumi di parole quanto ormai sia difficile la convivenza fra la comunità di Albiano Magra e la ditta guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa, con i cattivi odori che furono protagonisti di un'estate torrida e maleodorante, quella del 2009.
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