Il Tirreno

Gli agriturismi resistono alla crisi grazie agli stranieri

di Cristiano Borghini ;
Gli agriturismi resistono alla crisi grazie agli stranieri

La recessione continua a farsi sentire fra i clienti italiani Tanti soggiorni “mordi e fuggi” e vince il trekking invernale

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LUNIGIANA. È un rendiconto quasi positivo quello che si evince dai racconti dei vari operatori turistici della Lunigiana, del settore degli agriturismi. Pesa ancora, sul mercato interno, il periodo di recessione, mentre per quello estero, si nota una maggiore capacità di spesa che si traduce in periodi di soggiorno più prolungati rispetto a quelli registrati per gli italiani. La clientela italiana conferma un trend consolidato che perdura dal 2008.

Grava ancora una grossa incognita su quello che sarà il 2015, sia dal punto di vista economico che turistico sebbene sia indicato come l’anno della ripresa. «All’agriturismo Montagna Verde (Licciana Nardi) siamo in linea coi valori registrati lo scorso anno – spiega la titolare Barbara Maffei - Abbiamo segnato il tutto esaurito sia per quanto riguarda il ristorante che le camere. Il pernottamento si mantiene sugli stessi binari dell’anno precedente: soggiorni brevi e una maggiore presenza di italiani. Più le coppie delle famiglie. Sono state tante le richieste ed è stato decisivo il fattore enogastronomico. È in forte ascesa, infatti, un turismo che si basa su questa peculiarità, ricercando i prodotti tipici ed abbinandoli con una permanenza ridotta, scegliendo di tornare in un momento successivo. Una sorta di toccata e fuga. La vera novità di quest’anno è stato la richiesta di trekking invernale. Dopo il trekking estivo ed autunnale speriamo che anche questa attività sportiva possa prendere campo».

Situazione stazionaria,se paragonata alla precedente, anche per l’Agriturismo Il Bardellino (Fivizzano) .«Giudizio positivo per queste feste natalizie – racconta Andrea Biglioli – la clientela italiana l’ha fatta da padrone con periodi di permanenza limitati, al massimo tre notti. La capacità di spesa però è rimasta invariata e questo movimento durante le festività non deve essere concepito come un segnale di ripresa, bensì come un’eccezione alla regola. Guardiamo cosa ci riserverà il 2015 un mese alla volta».

La recessione economica continua ancora ad incidere anche per Antonio Farina dell’Agriturismo Cà del Bosco (Mulazzo). «Bisogna comprendere che ci sono i segnali di una crisi profonda che percorre la società italiana – riferisce il proprietario – si lavora in maniera più produttiva con l’estero. Questa è stata una scelta strategica che ho adottato sin dall’inizio e che mi ha aiutato a superare la crisi, dal 2008 in avanti. La mia stessa struttura è impostata per accogliere le famiglie ed anche quello ha influito in maniera positiva. In questi anni però ho visto calare la richiesta italiana per vedere rimanere invariata quella straniera. Rispetto al 2014 ho subìto un abbattimento dei ricavi del 15% e se, durante questo periodo, avevo già prenotazioni per i mesi di Giugno, Luglio ed agosto, ora riscontro solamente il 50% per il primo mese e del 60% per i restanti due».

Cifre positive, ma più contenute anche per l’Agriturismo Castel del Piano (Licciana Nardi) «Il consuntivo di queste festività ci hanno portato valori positivi, ma più moderati considerando il clima sia economico che turistico nel quale ci stiamo muovendo. Più mobilità da parte degli stranieri, sebbene anche loro stiano iniziando a percepire una flessione della loro situazione finanziaria. La media di permanenza rimane bassa, per lo più due giorni. Arriviamo da un 2014 non brillante sia dal punto di vista meteorologico che da quello finanziario, saranno queste le due discriminanti che decideranno l’andamento di questi dodici mesi».

Per Nicola Putamorsi dell’Agriturismo Valle Fiorita il periodo natalizio ha invertito il trend che era positivo durante l’estate. «È stato un periodo negativo, le prenotazioni sono arrivate solo per il Capodanno. Lavoro con il mercato estero e, dopo i segnali di quest’estate, si sperava di replicare. Purtroppo non è andata così. La clientela italiana latita, ma per mancanza di capacità di spesa. Mi accorgo come siano più attenti, più oculati, chiedono informazioni su tutto. Non si può procedere in un paragone tra le due realtà turistiche, basti pensare che se l’italiano si ferma per poco - conbclude - il cliente che arriva da oltre i confini nazionali si ferma dieci giorni. Speroche il 2015 si rivel, davvero, l’anno della ripresa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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