Rossi lancia al ministro l’sos per l’industria apuana
Il governatore toscano scrive alla Guidi, numero uno del dicastero per lo sviluppo «Serve un progetto per riconvertire, riqualificare e creare nuovi posti di lavoro»
MASSA CARRARA. Il Governatore toscano sembra li abbia ascoltati. Non è caduto nel vuoto l’appello di qualche giorno fa, a Firenze ma anche a Roma, dei tre sindacalisti apuani – Paolo Gozzani (Cgil), Andrea Figaia (Cisl), Franco Borghini (Uil), che con un atto simbolico – si sono messi di fronte allo stabilimento dell’ex gloriosa Olivetti – hanno dichiarato lo stato di agitazione della provincia apuana. In mano tenevano il prospetto dei posti di lavoro persi e in bilico (migliaia).
È di ieri la notizia che ha tutti i crismi dell’ufficialità e che racconta un Enrico Rossi, presidente della Regione, preoccupato per Massa-Carrara. E che non sta lì con le mani in mano, ma scrive al ministro: al numero uno del dicastero per lo sviluppo economico Federica Guidi.
«È necessaria l'apertura immediata di un tavolo di concertazione e confronto al ministero dello sviluppo economico – scrive Rossi – per stipulare un accordo di programma per l'area di Massa-Carrara». Obiettivo, «realizzare un progetto di riconversione e riqualificazione industriale, come previsto dalla legge per le zone di crisi industriale complessa a rilevanza nazionale».
È la richiesta che Rossi ha inoltrato per lettera in questi giorni al ministro Federica Guidi e per conoscenza al viceministro Claudio De Vincenti. E ai sindaci di Massa, Alessandro Volpi, e di Carrara, Angelo Zubbani, e al presidente della provincia, Narciso Buffoni.
«Dopo aver condiviso tale percorso con le istituzioni locali – scrive Rossi al ministro – intendo porre alla sua attenzione la drammatica situazione produttiva ed occupazionale dell'area industriale di Massa-Carrara, che, risulta interessata da una crisi di particolare complessità».
La crisi coinvolge « molti stabilimenti manifatturieri – scrive il governatore toscano – con rilevanti effetti negativi sul bacino occupazionale di tutto il territorio apuano nonché regionale, a partire dai casi più emblematici, come quello della multinazionale Eaton che ha improvvisamente chiuso le produzioni e lasciato senza lavoro oltre 300 addetti».
Si tratta di «Una crisi – continua Rossi – che si è peraltro acutizzata negli ultimi anni anche a seguito della congiuntura internazionale e nazionale negativa e che ha posto, purtroppo, la provincia di Massa Carrara al vertice di tutte le statistiche negative in tema di disoccupazione in ambito toscano e nelle aree del centro nord. Al 31 dicembre 2013 erano, infatti, stimati in più di 10.688 i disoccupati nell'intera provincia, ossia oltre l'8% dei disoccupati totali toscani, e il tasso di occupazione era pari al 59,2% contro il 63,9% della media Toscana».
La lettera prosegue tracciando un quadro dettagliato della situazione in un'area caratterizzata da un più alto tasso di emergenza occupazionale rispetto alla Toscana e alle aree del centro nord Italia. Le aree produttive dei comuni di Massa e Carrara hanno perso oltre 75 occupati stabili su 1.000 residenti in età lavorativa nel periodo cruciale della crisi.
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