Il Tirreno

«Per i rifiuti va ripristinato il porta a porta»

«Per i rifiuti va ripristinato il porta a porta»

Lo chiede il circolo Arci Babel all’amministrazione: a Pontremoli trend negativo della differenziata

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PONTREMOLI. Il circolo Arci Babel nato a Pontrmeoli neol 2011 si lamenta: «Manca un piano rifiuti e il tasso di differenziazione continua a essere basso. Bisogna reinserire il metodo porta a porta». Il circolo Aeeci lo dice sulla base dei dati Agenzia regionale recupero risorse, sulla raccolta differenziata dei comuni fortemente negativi della città del Campanone. Da piú di due anni ci battiamo per chiedere che si definisca finalmente un progetto ecologico lungimirante, e che si reintroduca il metodo di raccolta "porta a porta. Nel maggio del 2012 avevamo organizzato un convegno per ribadire l'importanza e della raccolta differenziata porta a porta, a pochi mesi dalla sua abolizione nel territorio comunale», ricorda Leonardo Filippi, presidente del circolo Arci Babel - La casa dei Popoli. «L'amministrazione ci aveva rassicurato, dicendo che quella era solo una scelta temporanea, dettata da problemi economici transitori. Ma, dopo due anni, del "porta a porta" non vi è traccia, nemmeno un progetto per il futuro, e la percentuale di rifiuti differenziati è tra le più basse della provincia». Secondo i dati Arrr, Pontremoli si assesta anche per il 2013 al 13° posto su 17 nella classifica dei comuni virtuosi per quanto riguarda la percentuale certificata di rifiuti differenziati, «confermando un trend negativo ininterrotto, nato in seguito all'abrogazione del metodo di raccolta dell'immondizia porta a porta. Il 27,11% raggiunto dal comune si posiziona a grande distanza dall'obiettivo del 65%, previsto dalle norme vigenti, che doveva essere raggiunto sin dal 2012, e che nel 2020 sarà addirittura elevato al 70%. Nel frattempo, il resto della Toscana riesce invece a fare progressi, raggiungendo il

45,53%. Il servizio di raccolta bisettimanale di carta e vetro, da poco esteso a tutte le attività commerciali pontremolesi, rappresenta un timido passo in avanti dell'amministrazione, ma è ancora insufficiente». Il circolo sottolinea che l’abolizione del porta a porta «pesa quotidianamente non soltanto sul bilancio ambientale del nostro territorio, ma anche su quello economico, visto che saremo costretti a pagare anche per quest'anno 25 euro in piú di tributi per ogni tonnellata di immondizia». Per cui chiede «il ripristino "senza se e senza ma" del metodo porta a porta. È una questione di cultura, di sensibilità ecologica ma soprattutto di responsabilità da chi avrebbe il dovere di predisporre un piano concreto e lungimirante per risolvere il problema dei bassissimi livelli di differenziazione, e dunque di riciclo, dei rifiuti. Noi, citando un manifesto che abbiamo affisso lo scorso anno, "siamo quelli che... continuano ad aspettare il porta a porta"».

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