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In dieci anni chiusi 57 hotel Ma il B&B ha fatto boom
Più qualità: spariscono le strutture più piccole e modeste, crescono i 3 e 4 stelle In totale salgono i posti letto: 2.000 in più, di cui 163 in alberghi di lusso
MASSA CARRARA. 57 piccoli alberghi in meno in dieci anni. Locande, pensioni, mini hotel a conduzione famigliare che si sono arresi, hanno chiuso la reception per sempre. In compenso, sul territorio apouano, c’è stato un vero e proprio boom di Rta, agriturismi e Bed & Breakfast.
È cambiata profondamente l'ossatura del sistema ricettivo turistico di Massa Carrara, costretto a fare i conti oltre con il perdurare degli effetti del clima recessivo, con il mutamento del mercato che in questi ultimi anni ha imposto un ridimensionamento del livello delle strutture alberghiere orientato più verso un turismo di qualità che di massa. A fornire il quadro è l'ultimo dossier elaborato dall'Istituto di Studi e Ricerca della Camera di Commercio che ha messo in risalto come le contraddizioni storiche della nostra offerta, spesso inconciliabile, possano in realtà rappresentare l’unica opportunità di rilancio del turismo apuano.
Spariti 57 hotel tra il 2002 ed il 2012. Le strutture alberghiere sono passate dalle 175 del 2002 alle 146 del 2012 (-57 unità, -28,1%) con una forte contrazione delle soluzioni ad 1 stella (-60 unità, -75,6%) e 2 stelle (- 36 unità, -46,8%) e un exploit dei 3 stelle (+15 unità, +34,1%) e 4 stelle (+ 6 unità, + 200%) con quest'ultima destinazione che ha visto aumentare le presenza ben del 40%. A un aumento di volumi è seguito un aumento della qualità.
Il boom di agriturismo e B%B. L’altra reazione è la crescita verticale degli esercizi extralberghieri quasi raddoppiati: dai 155 del 2002 ai 286 del 2012 (+346,9%), il 60% concentrati in Lunigiana, dove ad incidere sono soprattutto gli 83 agriturismi (+24%) e gli affittacamere (+42 unità, 221%). È grazie al crescente peso delle strutture extralberghiere, il 60% concentrata in Lunigiana, che la domanda turistica “tira”, ma anche grazie al rafforzamento della domanda da parte degli stranieri (+48,5%).
La spesa turistica. In Lunigiana incide quasi il doppio sull'economia del territorio rispetto all costa: l’11,9% del Pil generando una spesa di circa 194,1 milioni di euro. Nella zona costiera il turismo incide "appena" del 6,76% generando però una spesa turistica di 470 milioni. Quasi tre volte di più per una spesa turistica totale di 664,5 milioni.
2.000 posti letto in più. L'aumento della destinazione extralberghiera ha prodotto anche un incremento dei posti letto complessivi, circa 35.000 (+ 6,4%) in particolare nella tipologia affittacamere (+67.5%) e agriturismi (+55%) ma anche in misura minore nelle strutture più qualificate, i 4 stelle, con 162 nuovi posti creati nell'ultimo decennio (+36,6%). Importante il contributo delle Rta (+219%). Sono invece oltre 1.000 i posti persi tra gli hotel 1 e 2 stelle. Nel complesso i posti letto negli alberghi sono scesi di 93 unità (+1,4%), al contrario, gli extralberghieri sono cresciuti di di 2.203 unità (+8,5).
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