Il Tirreno

a carrara

Conad apre il giorno di Natale, la protesta dei sindacati

di Claudio Figaia
Il presidio dei sindacati alla Conad di Bonascola
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Il presidio dei sindacati alla Conad di Bonascola

Presidio al centro La Perla di Bonascola, si schiera anche la Curia: ci vuole una legge

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CARRARA. “Non fate la spesa in quel supermarket”. I sindacati dei lavoratori del commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs, protestano all’ingresso del Conad di Bonascola, al centro commerciale La Perla: un presidio in cui distribuiscono volantini con scritto “vergogna”, “basta fermiamoci”, “la festa si vive non si vende”. Motivo del sit in: il Conad di Bonascola, di Carrara e Castelnuovo Magra (tre centri gestiti da un’unica azienda) ha deciso di aprire anche il giorno di Natale. E quello di Santo Stefano. Al loro fianco, la Chiesa. C’è il parroco di Bonascola don Piero Albanesi, che resta defilato, «sono qui a rendermi conto»; e c’è Fausto Vannucci, delegato della Curia di Massa Carrara per le politiche del lavoro.

I tre sindacati hanno indetto, contro le aperture natalizie (i giorni contestati sono il 25, il 26 e il 1° gennaio), uno sciopero regionale. Tutto il settore della media-grande distribuzione (Coop, Esselunga, Carrefour, in verità, non aprirà il 25 e neanche il primo dell’anno (salvo decisioni dell’ultima ora). Non qui a Bonascola, dove lavorano una trentina di dipendenti, dove Conad ha deciso di aprire anche il 25 dicembre e per Capodanno. E allora è qui che si concentra la protesta. «Lo sciopero, lo sappiamo, è un’arma spuntata: in questo settore ci sono lavoratori ricattabili che non possono sottrarsi a una chiamata anche per Natale. Però noi ci mobilitiamo, per dire a tutti che bisogna rispettare i diritti  dei lavoratori. Tra i quali rientra anche quello di passare le feste con i loro cari», dice Stefano Nicoli della  Filcams Cgil. «Chiaro che ci vuole una legge che regoli il lavoro festivo. E auspichiamo che arrivi presto e sia rispettosa delle festività. Lo ha detto anche Roberto Benigni: santificare le feste», aggiunge Fausto Vannucci, il rappresentante della Curia vescovile per le questioni del lavoro.

I sindacati temono, anche, un effetto domino: se apre Conad, allora apriamo anche noi, potrebbe essere il ragionamento di altri gruppi. «Ci sfugge la logica commerciale di queste aperture selvagge: i dipendenti saranno pagati con lo straordinario e non ci sarà certo la coda agli scaffali, vista anche la crisi dei consumi. Probabilmente si vuole fare passare il principio della totale de-regolamentazione del settore. E a questo diciamo no», dice Sebastiano Solaro della Cgil. Il Natale alle casse è troppo brutto.


 

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