Il presepe di Equi cerca casa Ma dice no a Fivizzano
Ufficialmente l’Associazione resta ferma a causa del terremoto però dietro al rifiuto dato all’offerta di ospitalità spiccano motivi di campanile
FIVIZZANO. Il leggendario presepe vivente di Equi Terme si è fermato a quota 28: tali, infatti, gli anni di attività condotta dall’Associazione che ne prende il nome.
Uno stop causato lo scorso anno dal terribile terremoto del 21 giugno, ma continuato anche nel 2014 dato che, come rimarca il presidente Rino Mannoni, l’amministrazione comunale non ha concesso l’agibilità all’antico Borgo tra le cui caratteristiche case e viuzze viene rappresentata la sacra Natività fin dal 1986.
Blocco forzato, viene giustamente da credere, ma pare che dietro ci siano altri motivi del genere di cui la Lunigiana nè è (fieramente) piena: cose di campanile. Infatti, dopo che dal palazzo comunale di Fivizzano giunse l’alt imposto per motivi di agibilità (leggasi sicurezza) alla rappresentazione del presepe vivente, all’Associazione di Equi venne proposto di trasferire provvisoriamente tra le mura della città Medicea la sacra Natività.
Una offerta a cui seguì un garbato rifiuto.
Niente Fivizzano, il presepe di Equi deve restare tale, vebbe più o meno riferito agli autori della proposta, ossia la giunta comunale diretta da Paolo Grassi che, secondo quanto afferma il presidente Mannoni, lo scorso ottobre tornò alla carica.
«Ci hanno proposto di trasferire il tutto lassù - dice Mannoni - dato che non è ancora possibie concedere l’agibilità a molte costruzioni del Borgo di Equi, nel quale, come nelle attigue Grotte, si svolge il nostro presepe vivente. Abbiamo risposto di no, allo stesso tempo rifiutando l’offerta giunta da Sarzana di effettuare là una rappresentazione un po’ più piccola. Perchè andare in una città della vicina Liguria quando, con tutto il rispetto, abbiamo una Lunigiana che è zeppa di paesaggi naturali che sono ideali per un presepe vivente?». Però, dalla famosa Lunigiana, afferma ancora Mannoni, non è arrivata alcuna offerta di ospitalità. «Lo scorso anno - aggiunge Mannoni - tanto per non restare fermi del tutto siamo andati a Vezzano Alto, alle porte della Spezia, raccogliendo l’invito locale. Però è stata una rappresentazione in tono minore che non vogliamo ripetere altrove. Comunque riferiamo ai nostri tantissimi visitatori che, dal 1986 ci hanno onorato della loro presenza, che dal 2015 il presepe vivente di Equi tornerà sulla sua scena naturale. Infatti si stanno riparando i danni causati dal terremoto, dato che tante case del Borgo sono abitate e quindi si spera che in un anno tutto tornerà agibile e gli oltre 100 nostri iscritti, più tanti altri figuranti provenienti da altre associazioni, saranno di nuovo in prima fila a impersonare pastori, commercianti, Re Magi, Sacra Famiglia e quant’altro. Il presepe di Equi non lascia la sua sede e presto vi tornerà».
Fabrizio Palagi
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