Meteo
Il giudice gli dà i domiciliari ma lui va in carcere
Massa, la madre non lo vuole a casa perché litiga con la sorella e lui, 50 anni, non ha un altro posto dove andare. Era stato fermato per un quantitativo minimo di marijuana e poi arrestato per aver squarciato le gomme di una gazzella dei carabinieri
MASSA. Il giudice vuole mandarlo agli arresti domiciliari ma lui tornerà in carcere. Perché non ha un luogo dove stare e perché sua madre in casa non lo vuole: «Litiga con la sorella», motiva davanti al giudice che le chiede il perché del rifiuto.
È la storia di un cinquantenne: romano di nascita, massese d’adozione. È stato arrestato il 10 dicembre. Pizzicato dai carabinieri con una pallina di marijuana. Una pallina, appunto: 0,4 grammi di sostanza stupefacente, che secondo il suo legale – Roberto Iacopetti – potrebbe essere ancora meno in termini di principio attivo (ovvero il detonatore dell’effetto spicotico), tant’è che l’avvocato ha richiesto l’esame del quantitativo di droga sequestrato. Il “problema” del suo cliente è però piuttosto un altro.
Quando il 10 dicembre venne fermato dagli uomini dell’Arma – colto da una specie di raptus – tirò fuori un coltello e squarciò due pneumatici della vettura dei carabinieri. Così si è ritrovato le manette ai polsi. La mattina seguente – siamo all’11 dicembre – il giudice Giovanni Sgambati ha disposto i domiciliari in attesa del processo per direttissima. Domiciliari da trascorrere dove? In un camper, dove il cinquantenne mangia e dorme da diverso tempo; gli viene accordato anche un orario in cui può lasciare il domicilio per le sue esigenze.
Qualche giorno fa lascia il camper, sale su di una bici e va a fare la spesa. Cade e si rompe una spalla. Viene trasportato in ospedale. Poi arrivano i carabinieri (come di routine per chi è sottoposto ad una misura di restrizione della propria libertà). Che stilano una nota informativa; prima visitano il camper e annotano che quel domicilio «è assolutamente inadeguato» conferma il legale del cinquantenne.
Il 17 dicembre è comparso di fronte al giudice Fabrizio Garofalo che avrebbe voluto confermargli la misura degli arresti domiciliari da trascorrere però a casa della madre. Lei era in aula. Ha rifiutato. Si è avvicinata al giudice, ha abbassato il tono di voce e in sostanza ha detto di non poter ospitare suo figlio a casa. «Perché ho problemi di salute ma soprattutto perché litiga con sua sorella.
E così il cinquantenne va in carcere. Nell’infermeria del carcere. Almeno fino alla Vigilia di Natale quando tornerà davanti al giudice. Udienza chiusa. Chiusa con un abbraccio. Tra madre e figlio, circondati dagli agenti di polizia penitenziaria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
