Il Tirreno

La storia

Il giudice gli dà i domiciliari ma lui va in carcere

Giovanna Mezzana
Un arresto da parte dei carabinieri
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Un arresto da parte dei carabinieri

Massa, la madre non lo vuole a casa perché litiga con la sorella e lui, 50 anni, non ha un altro posto dove andare. Era stato fermato per un quantitativo minimo di marijuana e poi arrestato per aver squarciato le gomme di una gazzella dei carabinieri 

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MASSA. Il giudice vuole mandarlo agli arresti domiciliari ma lui tornerà in carcere. Perché non ha un luogo dove stare e perché sua madre in casa non lo vuole: «Litiga con la sorella», motiva davanti al giudice che le chiede il perché del rifiuto.


È la storia di un cinquantenne: romano di nascita, massese d’adozione. È stato arrestato il 10 dicembre. Pizzicato dai carabinieri con una pallina di marijuana. Una pallina, appunto: 0,4 grammi di sostanza stupefacente, che secondo il suo legale – Roberto Iacopetti – potrebbe essere ancora meno in termini di principio attivo (ovvero il detonatore dell’effetto spicotico), tant’è che l’avvocato ha richiesto l’esame del quantitativo di droga sequestrato. Il “problema” del suo cliente è però piuttosto un altro.

Quando il 10 dicembre venne fermato dagli uomini dell’Arma – colto da una specie di raptus – tirò fuori un coltello e squarciò due pneumatici della vettura dei carabinieri. Così si è ritrovato le manette ai polsi. La mattina seguente – siamo all’11 dicembre – il giudice Giovanni Sgambati ha disposto i domiciliari in attesa del processo per direttissima. Domiciliari da trascorrere dove? In un camper, dove il cinquantenne mangia e dorme da diverso tempo; gli viene accordato anche un orario in cui può lasciare il domicilio per le sue esigenze.

Qualche giorno fa lascia il camper, sale su di una bici e va a fare la spesa. Cade e si rompe una spalla. Viene trasportato in ospedale. Poi arrivano i carabinieri (come di routine per chi è sottoposto ad una misura di restrizione della propria libertà). Che stilano una nota informativa; prima visitano il camper e annotano che quel domicilio «è assolutamente inadeguato» conferma il legale del cinquantenne.


Il 17 dicembre  è comparso di fronte al giudice Fabrizio Garofalo che avrebbe voluto confermargli la misura degli arresti domiciliari da trascorrere però a casa della madre. Lei era in aula. Ha rifiutato. Si è avvicinata al giudice, ha abbassato il tono di voce e in sostanza ha detto di non poter ospitare suo figlio a casa. «Perché ho problemi di salute ma soprattutto perché litiga con sua sorella.

E così il cinquantenne va in carcere. Nell’infermeria del carcere. Almeno fino alla Vigilia di Natale quando tornerà davanti al giudice. Udienza chiusa. Chiusa con un abbraccio. Tra madre e figlio, circondati dagli agenti di polizia penitenziaria.
 

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