Cucciolo di husky gettato nel cassonetto
Salvato da un bambino, l’animale cieco e con danni neurologici è utilizzato per la Pet Therapy
CARRARA. Forse la sua colpa è stata solo quella di non essere un cucciolo perfetto. Bello, questo sì, anzi, bellissimo. E di una dolcezza infinita, come sanno essere i cani husky. Ma non perfetto. Perché quel cagnolino dagli occhi azzurri e il pelo ancora a batuffoli, da cucciolotto, era cieco. E aveva danni di carattere neurologico che richiedevano cure, forse una dose in più di affetto e di attenzione. Un amore maggiore di chi quel cucciolo lo aveva acquistato, e regolarmente microchippato, in un negozio di animali. Ma poi, da quanto emerge da questa delicatissima vicenda per cui il 14 aprile si aprirà un processo per abbandono di animali, avrebbe deciso di disfarsene. Gettandolo in un bidone dell’immondizia.
La vicenda, su cui dovrà fare chiarezza, e individuare le responsabilità il giudice, è ancora tutta da chiarire: tanto che il processo era stato incardinato con l’ipotesi accusatoria di maltrattamento di animali. Poi il capo di imputazione è diventato abbandono di animali. La vicenda risale a un paio di anni fa. È stato un bambino (che verrà sentito in aula come testimone accompagnato dalla madre che dovrà dare una valutazione sulle condizioni in cui era il cane al momento del ritrovamento) a dare l’allarme. Lui, mentre si trovava a passeggio con la mamma aveva notato dei movimenti sospetti e dei guaiti provenire da uno dei cassonetti dell’immondizia a lato della strada.
Non ne aveva voluto sapere di andare avanti. Quasi se lo sentisse che ci fosse qualcosa di strano. Che dentro a quel bidone grigio c’era la vita di un piccolo cucciolo. E così il bimbo aveva talmente sfinito la madre che lei, alla fine, aveva acconsentito ad andare a vedere che cosa stesse succedendo dentro a quel cassonetto.
E proprio qui, in mezzo ai sacchetti di immondizia, era spuntato il musino dell’husky. Un cagnolino bellissimo ma malandato. I suoi occhi azzurri, infatti, non erano in grado di vedere. E aveva anche difficoltà di movimento, causate da problemi di natura cerebrale. In un primo momento i veterinari intervenuti sul posto, chiamati dalla madre del bambino-soccorritore, avevano pensato che si trattasse di maltrattamenti perpetrati a carico del cagnolino. Ma l’animale era regolarmente dotato di micorchip quindi nel corso delle indagini si è risalti prima al negozio di animali in cui era stato venduto. E poi anche a quello dell’acquirente che si trova denunciato per abbandono di animali. Il processo non si è ancora aperto, resta quindi da stabilire come siano andate le cose. Ma l’husky nel frattempo ha trovato pace: è utilizzato per la pet therapy. Lui, così malandato e bistrattato, ora aiuta gli altri. (a.v.)
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