Il Tirreno

Vetrina ad Aulla del libro di Enrico Rossi

Il governatore presenta stasera alle 21 in sala consiliare la sua opera «Viaggio in Toscana»

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AULLA. Un presidente alle prese con la sua regione: 26 tappe tra crisi, eccellenze e rinascita. Il presidente è Enrico Rossi. Le tappe sono quelle dell'itinerario, compiuto in Toscana tra l'ottobre 2013 e il maggio scorso, che ha dato vita a "Viaggio in Toscana", il suo primo libro dopo quasi 15 anni di impegno amministrativo in Regione, da assessore alla sanità per dieci anni, da presidente per quasi cinque, che lui stesso presenterà stasera alle 21 in sala consiliare dove l'iniziativa prenderà la forma di un'intervista che i Giovani Democratici faranno al presidente della Regione sul suo libro e sui temi politici locali.

Il volume è un itinerario fatto di ben 204 incontri fuori dal Palazzo, grazie a 12mila chilometri percorsi a bordo di una particolare "auto blu": una Fiat Punto grigia a metano da 1400 centimetri cubi di cilindrata. "Viaggio in Toscana" si compone di 166 pagine, costa 15 euro ed è edito da Donzelli. E' diviso in due parti: un'introduzione storico politica sul riformismo toscano e una cronaca di viaggio in 37 capitoli, più un'appendice, con le informazioni sulle singole tappe.

Non c'è stata una tappa apuana, ma il presidente Rossi vi si è recato più volte a quest'area ha dedicato due capitoli del suo libro spiegando la convivenza possibile tra cave di marmo e Parco e parlando della tutela del territorio da frane e smottamenti oltre che di turismo e di sviluppo industriale.

Rossi parte dall'assunto che la quantità di Alpi Apuane esportata è cresciuta oltre ogni limite, mentre le montagne non sono una risorsa rinnovabile. Se negli anni Venti dalle cave venivano estratte meno di centomila tonnellate di marmo all'anno ora si arriva a 4,5 milioni. Fino a quando si potrà proseguire con questi ritmi? «La nuova legge sulle cave - spiega Rossi - nasce per intervenire su questa situazione. Il fine è creare le condizioni perché questa attività sia più rispettosa dell'ambiente e si produca la più ampia ricaduta possibile sul territorio, in termini economici e di occupazione. Nessuno può considerarsi padrone assoluto di attività che insistono su beni comuni e sottrarsi alla ricerca di soluzioni equilibrate. L'obiettivo che tutti dobbiamo perseguire è di aggiungere valore al marmo estratto, lavorandolo quanto più possibile in loco. È un'operazione difficile, ma dobbiamo riuscirci». Ma questa zona non vive di solo marmo. Oltre alla presenza di un tessuto industriale che mostra i segni di un certo dinamismo, ospita anche un grande concentrato di tecnologie avanzate.

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