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Il presidente Rossi ad Aulla per presentare il suo "Viaggio in Toscana"
L'incontro martedì 16 alle 21 nella sala consiliare. Parlerà anche della convivenza possibile tra ambiente e cave di marmo
LAULLA.– Un presidente alle prese con la sua regione: ventisei tappe tra crisi, eccellenze e rinascita. Il presidente è Enrico Rossi. Le tappe sono quelle dell'itinerario, compiuto in Toscana tra l'ottobre 2013 e il maggio scorso, che ha dato vita a “Viaggio in Toscana”, il suo primo libro dopo quasi 15 anni di impegno amministrativo in Regione, da assessore alla sanità per dieci anni, da presidente per quasi cinque, che lui stesso presenterà martedì 16 dicembre alle 21.ad Aulla. L'appuntamento è presso la sala consiliare di Palazzo comunale in piazza Gramsci 1, dove l'iniziativa prenderà la forma di un'intervista che i giovani democratici faranno al presidente della Regione sul suo libro e sui temi politici locali.
Il volume è un itinerario fatto di ben 204 incontri fuori dal Palazzo, grazie a 12mila chilometri percorsi a bordo di una particolare “auto blu”: una Fiat Punto grigia a metano da 1400 centimetri cubi di cilindrata. “Viaggio in Toscana” si compone di 166 pagine, costa 15 euro ed è edito da Donzelli. E' diviso in due parti: un'introduzione storico politica sul riformismo toscano e una cronaca di viaggio in 37 capitoli, più un’appendice, con le informazioni sulle singole tappe.
Non c'è stata una tappa apuana, ma il presidente Rossi vi si è recato più volte a quest'area ha dedicato due capitoli del suo libro spiegando la convivenza possibile tra cave di marmo e Parco e parlando della tutela del territorio da frane e smottamenti oltre che di turismo e di sviluppo industriale.
Rossi parte dall'assunto che la quantità di Alpi Apuane esportata è cresciuta oltre ogni limite, mentre le montagne non sono una risorsa rinnovabile. Se negli anni Venti dalle cave venivano estratte meno di centomila tonnellate di marmo all’anno ora si arriva a 4,5 milioni. Fino a quando si potrà proseguire con questi ritmi? “La nuova legge sulle cave – spiega Rossi - nasce per intervenire su questa situazione. Il fine è creare le condizioni perché questa attività sia più rispettosa dell’ambiente e si produca la più ampia ricaduta possibile sul territorio, in termini economici e di occupazione. Nessuno può considerarsi padrone assoluto di attività che insistono su beni comuni e sottrarsi alla ricerca di soluzioni equilibrate. L’obiettivo che tutti dobbiamo perseguire è di aggiungere valore al marmo estratto, lavorandolo quanto più possibile in loco. È un’operazione difficile, ma dobbiamo riuscirci”.
Ma questa zona non vive di solo marmo. Oltre alla presenza di un tessuto industriale che mostra i segni di un certo dinamismo, ospita anche un grande concentrato di tecnologie avanzate, rappresentato dal Nuovo Pignone e dalla piattaforma per l’assemblaggio dei grandi moduli energetici prodotti a Firenze e a Massa. In soli sei mesi le istituzioni hanno concesso a General Electric permessi urbanistici per l’adeguamento delle infrastrutture, per la realizzazione della piattaforma del retroporto di Carrara. Per lo spostamento di questi moduli, alti fino a 28 metri e pesanti fino a 2300 tonnellate, servono 40 rimorchi che si muovono alla velocità di 5 chilometri all’ora, per condurli fino alle navi in partenza. Questo ha significato 25 milioni di investimenti, la creazione di posti di lavoro e opportunità per tutto il territorio.
Un altro settore a cui si guarda con interesse è il turismo. Le Apuane sono già meta di un turismo naturalistico che può svilupparsi. Per Rossi “salvare le Apuane e regolare meglio l’attività estrattiva, è la strada da perseguire, con pazienza e ragionevolezza, ma anche con una forte determinazione”.C'è poi la parte dedicata alla difesa del suolo, con la constatazione che una sequela di emergenze ha caratterizzato questi anni e la Lunigiana è una delle zone più colpite.
“Nessuna legge – conclude Rossi - nessun intervento pubblico, nessuna grande o piccola opera potrà mai sostituire quella cultura, che è compito di ciascuno di noi recuperare. Prima di tutto dentro noi stessi e nei nostri comportamenti”.
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