Il presidio
Tra bagaroni e balle la gang si tradisce parlando dei traffici
I camionisti preoccupati dal blitz della forestale: «Ad Arcola continuano a versare marmettola, che scrivo nella relazione?»
CARRARA. Gli interrogatori delle persone colpite da ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di traffico illecito di rifiuti cominceranno tra qualche giorno. Prima toccherà agli imprenditori sfilare davanti ai magistrati della Dda di Genova, poi agli autisti e infine, probabilmente, anche a quelli che sono finiti nel registro degli indagati ma che non hanno avuto alcuna restrizione della libertà. Quindi presto Giancarlo Poggi, 62 anni, che secondo l’antimafia e il Noe di Firenze tirava le fila del sodalizio, il fratello Giuseppe, 52 anni, e il figlio Riccardo, 36 dovranno giustificare la loro condotta. C’è molta attesa negli inquirenti per capire cosa dirà Giancarlo - è lui che viene individuato come l’ideatore del traffico -, ma anche gli altri componenti della famiglia non sono meno attesi. In manette martedì è finito anche l’impresario spezzino Giacinto Paladino, 59 anni titolare di una discarica di Arcola (Sp). Dopo gli imprenditori toccherà ai quattro autisti della Poggi srl, con l’obbligo di dimora. Secondo la procura distrettuale hanno portato la marmettola sui camion della ditta falsificando le bolle di accompagnamento. Si dovrà capire se Claudio Rossi, 44 anni, Claudio Fabbri, 43 anni, Riccardo Paolini, 38 anni, Carlo Alberto Papi, 57 anni facevano parte della banda in maniera attiva oppure se stavano soltanto eseguendo quello che gli ordinavano i loro datori di lavoro per non perdere l’impiego. Anche se le prove raccolte nei loro confronti, come le intercettazioni, sembravo dire altro.
I bagaroni. Sono decisive quelle ambientali tra gli autisti della Poggi srl. Non sanno che i carabinieri hanno messo le cimici degli automezzi e quindi quando viaggiano pensano di essere lontani da orecchie indiscrete. Invece... Ecco cosa dice Claudio Rossi a proposito dei rapporti tra Paladino e i Poggi: «Da buttare dentro i bagaroni stava a dire perché siamo stati bravi, abbiam voluto... come dire perché noi siamo persone brave abbian voluto la gente... per l'amor del cielo non l'ha fatto per quello, l'ha fatto per il guadagno. Poi l'aveva già detto, ragazzi la situazione è questa ma perché hai preso una fregatura mica perché era in mezzo Paladino...».
Le due balle dell’’agronomo. Ha rischiato di finire agli arresti domiciliari anche l’agronomo carrarese Carlo Piccini, che per il gip sapeva che razza di rifiuti stavano finendo nell’ultiveto dell’agriturismo Terra di mare. E in una telefonata tra lui e il geometra Andrea D’Imporzano si capisce: «Devi inventarti due balle per fare una relazione». Anche se D’Imporzano manifesta qualche preoccupazione perché i Poggi continiano a buttare marmettola a Pietralba.
Dopo il blitz della forestale. Gli argini che tengono in piedi il sodalizio si rompono quando la forestale scopre quello che avviene ad Arcola: «Non si può più insistere su Arcola - spiega uno degli autisti al collega -, ho parlato con il titolare e mi ha detto che adesso dovremo concentrarsi su Larderello. Lì non avremo alcun problema». Siamo intorno a marzo e questa frase dà il la al filone di inchiesta che per il momento è ancora in stato embrionale e che potrebbe essere stralciato.
Ma la marmettola inquina? Claudio Fabbri è perplesso sulla pericolosità della marmettola. «Ma è diventato così inquinate? Possibile che mo non va più bene? Possibile?».
Melma su melma. Gli autisti la chiamano melma la marmettola e quasi la difendono quando parlano tra di loro : «Ho fatto quella strada là con la melma ed era molto più inquinante di questa».
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