Il Tirreno

Marmettola, smaltimento caro

di Manuela D’Angelo
Marmettola, smaltimento caro

Il conferimento a Montignoso è salito in sette anni da 6 a 30 euro la tonnellata

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MASSA CARRARA. È vero che si sta parlando di una presunta organizzazione che trafficava marmettola, senza trattarla, ma è anche vero che attorno a questo materiale di scarto del marmo girano da sempre numerose polemiche. Soprattutto a Massa Carrara, quando si parla di Cava Fornace, la discarica di Montignoso che ciclicamente finisce nel mirino degli ambientalisti e della politica. Cava Fornace è l’unica discarica del comprensorio apuo- versiliese, in cui vengono conferiti diversi tipi di rifiuti, dal cemento amianto, ai rifiuti speciali, alla marmettola. Il fatto di essere l’unica discarica in zona e la più vicina per tutti i comuni apuo- versiliesi, negli anni forse ha permesso al gestore di aumentare i prezzi dei codici di conferimento, che all’inizio invece nascevano come “prezzi politici”. Da Confindustria arriva un piccolo excursus della storia di Cava Fornace: «La politica permise la creazione di una discarica sul territorio, che non è mai una scelta popolare- dice il direttore di Assoindustria di Massa Carrara Andrea Balestri- per facilitare il conferimento agli imprenditori del luogo, che avrebbero dovuto trovare prezzi concorrenziali, rispetto al resto d’Italia. Per questo la marmettola, materiale di scarto del nostro marmo, all’inizio costava pochissimo, perché l’obiettivo era guadagnare su altri tipi di conferimento. Poi, un po’ la crisi, un po’ i costi di gestione di una discarica che sono enormi, il privato ha dovuto aumentare il prezzo di tutto. D’altro canto, portare i rifiuti altrove rappresenta un costo aggiuntivo nel trasporto, quindi alla fine non conviene». L’escalation dei prezzi, nel giro di 7 anni, è stata molto evidente a Cava Fornace, che all’inizio conferiva marmettola a sei euro a tonnellata e che, la scorsa primavera è arrivata a 30 euro a tonnellata. La marmettola rimane il rifiuto tra i più economici che le discariche ritirano, ma per gli imprenditori del marmo l’aumento del prezzo fu un colpo non indifferente e anche l’Associazione industriali protestò contro il nuovo listino. Nel periodo in cui si è concentrata l’indagine dei Noe di Firenze, a Cava Fornace la marmettola costava 18 euro a tonnellata, contro i 16 euro cui se la facevano pagare i malviventi in questione.

«Non credo che, in questo caso, soli due euro di differenza abbiano fatto da leva per creare le condizioni dello smaltimento illecito dei rifiuti- commenta però Balestri-; credo che non saremmo comunque sfuggiti a questa pratica». Il problema è capire oggi Cava Fornace che fine farà e che obiettivi si pone. Il presidente della provincia Narciso Buffoni, che il caso della discarica lo conosce molto bene, ha detto: «Non c’è nulla di più controllato di Cava Fornace; è fatta come Dio comanda, perfettamente in regola. Costa, non c’è dubbio, ma se si vogliono fare le cose per bene bisogna pagare». Nel 2013 a Cava Fornace sono finiti oltre 42 mila tonnellate di cemento amianto, a sette euro a tonnellata; 23 mila tonnellate di rifiuto speciale e oltre 46 mila tonnellate di marmettola. Dal punto di vista ambientale Cava Fornace non trova pace per la sua collocazione, troppo vicina al sito protetto del Lago di Porta e inoltre, ultimamente aspetta di capire se potrà o meno effettuare un grande investimento, che riguarda la costruzione di un impianto di depurazione delle acque al suo interno, che per molti ambientalisti equivale ad una bomba ecologica per tutto il territorio Apuoversiliese.

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