«Neanche un euro di contributi e rimborsi e noi ci allaghiamo ancora quando piove»
Barbara Bedini (nella foto), suo marito, le loro figlie, sono salvi: hanno evitato il fango fuggendo dalle finestre. La loro abiatazione, invece, porta ancora le ferite (gravi) inferte dall’alluvione...
Barbara Bedini (nella foto), suo marito, le loro figlie, sono salvi: hanno evitato il fango fuggendo dalle finestre. La loro abiatazione, invece, porta ancora le ferite (gravi) inferte dall’alluvione del 2012. Centomila euro di danni tondi tondi: nulla di recuperabile a casa loro, al piano terra di via Chiesina del Casone. Tanto che entra una ruspa ad abbattere tutto: si ricomincia da zero. «Abbiamo vissuto qualche mese da mia madre - spiega Barbara - poi abbiamo deciso di cercare una casa in affitto, ci è stato detto che era previsto un contributo regionale di 600 euro mensili, per un anno. Ma dopo 6 mesi - ecco le note dolenti - il contributo non è più arrivato, tanto che abbiamo deciso di tornare dai miei genitori, con le due ragazze costrette a dormire in salotto».
La famiglia fa l’impossibile per tornare alla normalità: «Abbiamo chiesto i rimborsi per avviare i lavori a casa nostra, ma i contributi arrivano solo dopo che le opere sono state realizzate, fatturate e pagate. Quindi abbiamo contratto un mutuo e lo paghiamo ogni mese». E questo nonostante i lavori procedano con difficoltà
« perché le tombature sul Calatella ci sono ancora e gli allagamenti continuano».
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