Il presidio
La bolla papale torna alla Curia, assolto l'ex bancario collezionista
Le opere antiche erano state un regalo, la Geografia di Tolomeo tornerà alla biblioteca di Palermo
Massa. Non c’è stata ricettazione. Nessun furto è stato commesso. La bolla papale torna nelle mani della Curia. Assolto, nel merito e con formula piena, l’ex bancario (e collezionista di oprer antiche) Nunzio Canone.
L’uomo era finito a processo per una vicenda complessa che ha avuto al centro del contendere una bolla papale di Urbano VIII, documento che per Massa ha un’importanza storica straordinaria, e del quale si erano perse le tracce nel primo dopoguerra: è con questa bolla del 1629 che il Pontefice decise che si sarebbe edificata l’ abbazia di piazza Aranci, demolita nel 1800. Il documento era stato censito nell'archivio capitolare, di esso c’era traccia anche negli archivi vaticani, ma era stato inviato in copia unica alla Curia vescovile. Il 22 giugno del 2010, infatti, il nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Firenze fa una perquisizione in un appartamento di Massa, dove vive l’ ex dipendente di banca finito sotto accusa. E tra edizioni rare di libri e volumi di pregio storico, è salta fuori la bolla papale del 1629.
All’ex bancario, Nunzio Canone, assistito dall’avvocato Francesca Gaggi, venne contestato il reato di ricettazione: secondo l’accusa sarebbe entrato illecitamente in possesso dei libri e della bolla. Il pm aveva chiesto l’assoluzione perchè non sarebbe stata dimostrata l’ipotesi accusatoria. L’avvocato della difesa si era associato.
Il giudice Elisabetta Congiusta ha assolto l’ex bancario e disposto che la bolla papale torni nelle mani della Curia. E che il volume della Geografia di Tolomeo venga dissequestrato e riconsegnato alla biblioteca di Palermo a cui apparteneva.
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