Italia
La casa è inagibile per l'alluvione 2012, ma la Tasi arriva lo stesso
Barbara Bedini ha lasciato il suo appartamento, lì non abita nessuno e per Master quella è una seconda casa. Adesso il rischio è che arrivi anche una sanzione per il mancato versamento Imu nel 2012 e nel 2013
MASSA. Una casa, una casa vera, lei non ce l’ha più: il fango nel novembre del 2012 si è portato via tutto. E l’ha costretta ad andarsene: lei, suo marito, le loro due figlie. Eppure per il fisco quella casa senza impianti e pavimenti è un appartamento con la A maiuscola, un bene a “a disposizione”, una casa improduttiva perché inutilizzata. Morale della favola: Barbara Bedini, alluvionata, costretta a sistemazioni provvisorie, a chiedere ospitalità ai genitori, a condividere spazi ridotti, a rinunciare all’intimità familiare, deve sborsare 500 euro di Tasi. Per i computer di Master, la casa inagibile in via Chiesina del Casone è – come dicevamo – una casa di proprietà in cui non vive nessuno. Viene, quindi, applicata – ai sensi delle normative nazionali – il 50% dell’aliquota ordinaria.
E non è finita qui perché quando Barbara, per capirne di più, si presenta negli uffici della società di riscossione scopre che, oltre alla Tasi, c’è anche l’Imu. Nel 2012 e nel 2013, i proprietari di prime case erano dispensati dal pagamento dell’imposta sugli immobili, ma quella di Barbara, proprio perché nessuno ci abitava, risulta una seconda casa: “A Master mi hanno detto che non è escluso che mi arrivi una sanzione per non aver versato l’Imu relativa al 2012 e al 2013. E così potrebbe essere per altre persone in situazioni simili alla mia. Mi sembra impossibile: io non vivo nella mia abitazione perché è stata dichiarata inagibile. Adesso che la inagibilità è venuta meno, abbiamo contratto un mutuo e iniziato i lavori. Non abbiamo ancora ricevuto un centesimo di contributi perché – spiega – i rimborsi arrivano solo a fronte di spese sostenute e documentate con fatture. Nell’appartamento non ci sono più impianti e pavimenti, come potrei abitarci: la ruspa è entrata ed ha demolito tutto, non abbiamo potuto salvare nulla”.
E i lavori di ricostruzione vanno a passo di lumaca perché “gli allagamenti proseguono, il terreno su cui sorge l’abitazione confina con il Calatella e lì di opere ancora non ne sono state fatte. Devo ammettere che il sindaco Alessandro Volpi è venuto personalmente a verificare la situazione, conto che gli interventi sul fosso partano a breve”.
Giovanni Rutili, assessore alle finanze, assicura che il Comune si è preso a cuore il problema: “ Per la legge, la casa di Barbara è un’abitazione a disposizione per cui è prevista un’aliquota del 50% dell’ordinaria. Gli uffici hanno iniziato un censimento per verificare se esistano situazioni simili alla sua, ci stiamo impegnando per cercare una soluzione che ci permetta di dare risposte agli alluvionati nel rispetto delle prescrizioni di legge. Forse – si lascia scappare – sarebbe servito un provvedimento ad hoc sul momento (all’epoca la giunta era un’altra ndr), in ogni caso faremo il possibile”.
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