Il presidio
Cinque giorni di febbre alta poi la crisi
Una vicenda drammatica quella della piccola Irene Del Monte. La dodicenne si era sentita male a febbraio dell'anno scorso: tornando da scuola aveva detto alla madre di avere freddo. La donna le aveva...
Una vicenda drammatica quella della piccola Irene Del Monte. La dodicenne si era sentita male a febbraio dell'anno scorso: tornando da scuola aveva detto alla madre di avere freddo. La donna le aveva messo la mano sulla fronte e aveva scoperto che scottava. Le aveva misurato la febbre e l'aveva spedita a letto: 38 gradi. Era mercoledì 6 febbraio. Fino a venerdì 8 febbraio mattina non aveva chiamato il pediatra. Lo aveva fatto il pomeriggio, quando aveva scoperto che il termometro segnava 39 gradi. Il dottore aveva detto che era influenza. Aveva consigliato una cura a base di tachipirina, ma ravvicinando la somministrazione del farmaco da sei a quattro ore. E aveva aggiunto di tenerlo aggiornato. Invece la situazione era andata progressivamente peggiorando, tanto che il venerdì sera Irene si era rifiutata di mangiare. Nonostante un lieve miglioramento il sabato mattina, con un piccolo gelato e un succo di frutta mandati giù con tanta buona volontà, la sera la crisi di tosse e la febbre che sfiora i 40. La dodicenne resta a letto con la dose di farmaci indicata dal pediatra - che non viene più sentito -, durante la notte sta un po’ meglio e prova a mangiare ma non riesce a trattenere il biscotto perché ha nausea. Si addormenta e si sveglia intorno alle sette di domenica per andare in bagno. È l’ultima volta che i suoi cari la vedono in piedi, quattro ore dopo la troverà in coma la sorella Rachele.
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