Massa, caos alla piscina comunalle: gli Arancioni attaccano la giunta Volpi
La società Butterfly rassicura: «Non ci saranno problemi occupazionali» Ma intanto sono partite cinque lettere di licenziamento. Brizzi: «Perché il sindaco tace?»
MASSA. Che ne sarà della piscina comunale di Massa? Le voci si rincorrono su possibili licenziamenti del personale e di un immediato bando di gara che dovrebbe far entrare un nuovo gestore al posto della Butterfly per inizio anno. Ma da palazzo comunale tutto tace, il sindaco Alessandro Volpi aspetta di incontrare l’avvocato della Butterfly, con cui si sta cercando faticosamente un accordo, per non arrivare davanti ad un giudice. Cinque dipendenti di Butterfly hanno , intanto,ricevuto una lettera che avvisa della cessazione del rapporto lavorativo con la società, dal 1 gennaio. Ma l’avvocato Lenzetti specifica che non ci saranno problemi occupazionali e che, nell’accordo che verrà firmato col comune, si cercherà in primis di salvaguardare i posti di lavoro e poi di tenere la piscina sempre aperta, in attesa del bando e della nuova gestione. Il comune intanto non si esprime e così il caso diventa politico: «Come è possibile che alla notizia di 5 licenziamenti il sindaco Volpi non prenda posizione?- si chiede il gruppo degli Arancioni in consiglio, con l’Associazione 28 aprile- ; è il sindaco che dovrebbe rassicurarci sul futuro della piscina comunale- spiega Gessica Brizzi presidente della 28 aprile- che sappiamo dal 22 dicembre sarà chiusa; è vero ci sono le feste, ma riaprirà? Il 2 gennaio potremo andare a fare le vasche, oppure il servizio è interrotto? Chi la gestirà dal 1 gennaio? I dipendenti saranno mantenuti? Chi lo garantisce? E soprattutto quando verrà fatto il bando per la nuova gestione?».
Gli Arancioni, in questa fase politica, non si fidano delle tempistiche amministrative: «Potrebbero passare mesi prima che il bando abbia un seguito e che si arrivi alla fine- dice Gabriella Gabrielli- ; la verità è che le politiche dello sport, che il sindaco ha tenuto per sé, sono inesistenti. Non c’è programmazione, non c’è comunicazione. Volpi non è Re Mida, quello che tocca anziché trasformarsi in oro, si frantuma». Arancioni e 28 Aprile decidono di non entrare nel merito del contenzioso giudiziario che si era aperto tra comune e gestore: »Se si arriverà ad un accordo- conclude Gessica Brizzi- ben venga; è solo assurdo che l’amministrazione non intervenga a rassicurare i suoi cittadini sia in materia di posti occupazionali che di servizio pubblico».
Manuela D’Angelo
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