Il Tirreno

Via libera al piano Renella «Niente cementificazione»

L’assessore Eleonora Petracci rassicura: la variante consente alle imprese di lavorare ma non saranno consentiti ampliamenti degli immobili già esistenti

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MONTIGNOSO. Il consiglio comunale ha approvato una importante variante, che permetterà nuovi insediamenti produttivi a Renella. Il sì è stato votato tra le polemiche dell’opposizione e di parte della cittadinanza, che con una petizione ha cercato di impedirlo.

L’assessore all’Urbanistica Eleonora Petracci interviene sulla questione: «Le tante prese di posizione, da parte di associazioni ambientaliste e Movimento 5 Stelle hanno contribuito a diffondere l’idea che, questa zona, in passato interessata da un processo di delocalizzazione di imprese e dalla conseguente imposizione di un limite allo svolgimento di attività per le ditte rimaste in sede, tornerà ad essere un’area produttiva con forte impatto sul territorio dal punto di vista urbanistico e ambientale. In realtà non succederà niente di tutto questo».

Alle accuse di aver fatto calare dall’alto le scelte riguardanti la zona di Renella l’assessore replica sostenendo che «in realtà, abbiamo voluto accogliere le istanze dei proprietari delle aziende che hanno sede nella zona, i quali non hanno chiesto cambi di destinazione d’uso, come solitamente avviene, bensì la possibilità di poter continuare a lavorare e, di conseguenza, a dare lavoro. Il vincolo imposto dall’art. 47 bis – continua la Petracci – era stato una conseguenza della delocalizzazione delle ditte operanti in zona, introdotto con la previsione di un futuro piano attuativo che avrebbe dovuto riorganizzare dal punto vista urbanistico l’intera località. Nel corso degli anni il piano attuativo non è mai stato realizzato e oggi ci ritroviamo, quindi, una zona completamente paralizzata con strutture chiuse e fatiscenti che contribuiscono a creare un clima di degrado per l’intera zona. Nella gestione della Variante di Renella ci siamo mossi rispettando le linee da sempre seguite in materia di politiche ambientali e occupazionali: pertanto quella dell’art. 47 bis non sarà un’abrogazione ma una modifica che permetterà la prosecuzione delle attività entro precisi limiti: nessuna possibilità di ampliare gli immobili, restrizione delle tipologie di lavorazione consentite, obbligo di allacciarsi alla pubblica fognatura o comunque di dotarsi di impianti per lo smaltimento così come previsto dalla legge regionale. Tutto questo nel pieno rispetto dell’ambiente, del territorio e dei residenti».(mda)

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