Il Tirreno

Mezzora di pioggia e la carrozzeria finisce sott’acqua

di Giovanna Mezzana
Mezzora di pioggia e la carrozzeria finisce sott’acqua

Il contenimento del fiume si è spostato di quasi tre metri Nel giro di pochi anni è cambiato tutto

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Basta che piova per una mezz’ora a ritmo battente e gli uffici si allagano: acqua mista a fango. Succede ad Avenza, in località Furetto alla carrozzeria Am. Succede da due anni a questa parte e cioè da quando nel letto e sull’argine del fiume Carrione sono stati fatti dei lavori.

I due titolari – Luca Del Freo e Nicola Canesi – non sanno più che fare. La mattina del 5 novembre – quando il fiume ha rotto un po’ più sotto, in via Argine Destro, mandando sott’acqua Avenza e tutta la zona di Villa Ceci – nella loro carrozzeria c’era acqua ovunque: negli uffici e negli spogliatoi che si trovano ad un piano rialzato; nel salone a piano terra, dove si lavora alla riparazione delle vetture; quello però è stato un evento eccezionale: il problema è che trovarsi negli uffici una “penna d’acqua” che sgorga dal muro è la normalità. Ci troviamo tra il ponte della Ferrovia e la Vennai Marmi. L’officina dà su un piazzale che si apre sulla via Carriona.

La parte retrostante degli uffici – rialzata – dà invece sull’argine del fiume: qui è il problema. Luca Del Freo ci mostra un buco tappato con mastice in un angolo della zona uffici: è da lì che da due anni esce acqua. A 10-15 centimetri dagli zoccoletti del pavimento c’è una strisciata di muffa che corre per tutto il perimetro delle stanze. E pensare che hanno anche imbiancato da poco: si vede. Scendiamo le scale degli uffici, attraversiamo l’officina, usciamo nel piazzale, saliamo un’arrampicata esterna di scalini e ci troviamo sull’argine del Carrione. «Vedete quel masso – indica Del Freo – che si trova quasi nel mezzo del letto del fiume? Ecco, due anni fa l’argine era lì. È stato “mangiato” di 2-3 metri…verso il muro della carrozzeria».

Il tratto di Carrione che corre dal ponte della Ferrovia fino al ponte di via Giovan Pietro – la carrozzeria si trova nel mezzo – è stato oggetto di lavori. Il letto del fiume è stato allargato. È stato “corroso” l’argine. È stato ampliato il letto. Sono stati posizionati massi di marmo. È stato innalzato un muro. Successivamente è stata aggiunta anche una gettata di cemento lungo questo muro, dopo che i titolari della carrozzeria avevano segnalato “buchi”. E che però non ha risolto il problema: perché «Il problema è – dice Del Freo – che questo muro non poggia su nulla».

Risultato? Ogni volta che piove a ritmo un po’ sostenuto e il livello del fiume si alza, nel muro della carrozzeria filtra acqua. E si vede: attraverso i muri e le pareti: «Ieri mattina (ieri l’altro, per chi legge, ndr) dall’ufficio (che per altro non è di grossa metratura, ndr) abbiamo tolto un secchio d’acqua – aggiunge Del Freo – E non appena il livello del fiume scende, di acqua non ne penetra più». I titolari della carrozzeria sono lì da dieci anni: «E fino a quando ci sono stati 6-7 metri di argine tutto questo non succedeva.. – dicono – Probabilmente non è stato isolato come avrebbe dovuto».

Anche dopo l’alluvione del 5 novembre la carrozzeria è stata visitata da tecnici: «Non so se erano della Provincia o del Comune – dice Del Freo – Sono venuti un paio di volte, hanno fatto delle foto...». E intanto i carrozzieri rimangono con il fiato sospeso: «Non è solo acqua quella che esce dal muro – ci dicono – è acqua mista a fango… Se ne deduce che arrivi dal letto del fiume. E questo ci preoccupa. Se un domani dovesse succedere l’irreparabile, speriamo solo che accada la notte o all’alba, quando non siamo qui».

@GiovannaMezzana

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani