Il Tirreno

Dopo l'alluvione

La baraccopoli sul fiume della paura

Giovanna Mezzana
La baraccopoli sorta sulle rive del Carrione a Carrara
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La baraccopoli sorta sulle rive del Carrione a Carrara

E' sorta a Carrara ed è stata risparmiata dall'alluvione perché il Carrione ha rotto l'argine più a valle

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CARRARA. Siamo ad Avenza: località Furetto. Sotto il ponte della Ferrovia, sull’argine del fiume Carrione, c’è una mini baraccopoli: c’è gente che sul greto del fiume dorme, mangia, lava e stende i panni. Se non avessimo visto le tende con i nostri occhi, non ci avremmo creduto. Abbiamo ancora viva l’immagine di Massimo Rio, volontario della pubblica assistenza, che si carica sulle spalle un giovane senegalese che poco prima che il Carrione “rompesse” stava dormendo in una casa vicino – pericolosamente troppo vicino – all’argine del fiume: era la mattina del 5 novembre.

Che al Furetto ci fosse una baraccopoli ce l’ha segnalato la commissione tecnica dell’Assemblea permanente, ovvero quella “costola” del Movimento cittadino anti-Giunta insediato a Palazzo civico composta da geologi, tecnici ambientali, geometri e architetti, che sta portando avanti un’attività di monitoraggio delle zone del territorio ad alta criticità.

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Noi ci siamo andati. Ore 12 del giorno 2. Siamo di fronte alla stazione ferroviaria. Percorriamo via Filippo Turati. Svoltiamo alla prima traversa sulla sinistra. In fondo alla strada si stagliano i blocchi di marmo bianchissimo della Vennai. Risaliamo – direzione Carrara – la via Carriona per qualche decina di metri. Sulla destra c’è una carrozzeria: la Am. Ci fermiamo qui. E, grazie anche alla disponibilità dei titolari della Am, saliamo alcuni gradini che portano sull’argine del fiume.

Da qui la vista sulla baraccopoli è ottimale. È una macchia colorata. Impossibile non notarla. Si stagliano il colore arancio e l’azzurro intenso di teloni, forse impermeabili. C’è un filare di panni stesi sulla vecchia recinzione della Marmifera. Perché qui un tempo correva la Marmifera. Siamo a due passi dalla ferrovia, tant’è che notiamo il cartello blu con scritta bianca “Carrara Avenza”.

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Poco dopo passa un treno. Alle 12 la tendopoli è deserta. Alle 15 quando torniamo, invece, è animata. C’è un gruppo di persone, sedute in cerchio. Chiacchierano. Sette adulti, quasi tutti uomini. Difficile dire se siano Rom o di altre etnie. Certo è che le loro tende sono addirittura dentro l’argine, dentro il greto del fiume. Chiediamo ai titolari delle attività della zona se la tendopoli sia comparsa da poco: magari all’improvviso, notte-tempo. Tutti ci dicono la stessa cosa.

«Quella gente è lì da parecchio tempo – ci viene confermato – Era lì anche il giorno dell’alluvione. La loro fortuna? Che il Carrione abbia rotto un po’ più giù …». Nel 2012 il tratto di argine del Carrione che corre dal ponte della Ferrovia – il Furetto – al ponte di Avenza che si trova a due passi dalla Torre di Castruccio è stato oggetto di lavori.
 

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