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Il sindaco Zubbani: «Non fuggo, non lascio, non ho responsabilità»

di Claudio Figaia
Il sindaco Zubbani: «Non fuggo, non lascio, non ho responsabilità»

Zubbani dopo i tumulti: era impossibile parlare, per questo ho deciso di affrontarli così. Allarmi inascoltati? La Provincia ci rispondeva: tutto ok

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CARRARA. Scosso, turbato, teso, il sindaco Angelo Zubbani rilascia un intervista al Tirreno pochi minuti dopo i “riots” davanti al municipio. Da poco è fuggito, protetto dalla polizia e dai vigili urbani dalla folla inferocita da cui sono partiti fumogeni, bottiglie, insulti violenti. Nel suo ufficio, accanto a suo staff, ritrova un po’ di calma. E si difende.Senza arretrare di un passo.

Sindaco, c’è un pezzo di città in tumulto, vogliono le sue dimissioni.

«Non mi sento responsabile, non ho responsabilità dirette su questo disastro. Per questo non vedo la ragione di dimettermi. Porto tutto il peso politico di questa situazione, non mi dimetto».

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Sindaco, lei, però è ritenuto responsabile di questo disastro. Se non da un punto di vista penale, da quello politico e morale. I suoi cittadini l’accusano di non averli tutelati, di non avere evitato tutto ciò.

«Ripeto: quando abbiamo sbagliato l’ho riconosciuto. Quando i lavori sul Carrione hanno provocato il crollo della casa al ponte Baroncino, l’ho ammesso e ho chiesto scusa. Questa volta è diverso. L’intervento di messa in sicurezza dell’argine del Carrione non l’ha fatto il Comune, ma la Provincia. La progettazione, l’esecuzione dei lavori, la certificazione della correttezza delle opere realizzate erano in capo a un altro ente».

Lei aveva il dovere di controllare che quei lavori, fatti “in casa sua”, fossero fatti a regola d’arte. Molti suoi cittadini hanno segnalato che qualcosa non andava. E lei ha sottovalutato quegli allarmi, limitandosi a girarli agli uffici del Comune.

«Le segnalazioni dei cittadini non sono rimaste lettera morta. Non abbiamo fatto passacarte come qualcuno di accusa, limitandoci a trasmettere le lettere agli uffici tecnici. Più volte abbiamo scritto alla Provincia per chiedere conto delle infiltrazioni e delle falle sul muro in via Argine Destro. Ci hanno risposto dicendo, in sostanza, che si trattava di cose di poco conto, che non c’erano criticità di rilievo» (Zubbani nel dire questo mostra un carteggio di cui parliamo negli articoli a fianco).

011-C_WEBE voi vi siete fidati.

«Cos’altro potevamo fare? Non abbiamo in mano i progetti esecutivi, le relazioni tecniche di quei lavori. In tutta Italia le opere sui torrenti “qualificati” come il Carrione sono in capo alla Provincia. E così qui a Carrara. Avremmo dovuto mettere in dubbio le opere ordinate da un altro ente, autonomo e distinto dal Comune, ma senza averne il potere. E senza avere la possibilità di verificare. Succede così con i lavori fatti da Fs da Enel...».

Insisto: non avete sottovalutato le segnalazioni di imprese e cittadini? Non si sente responsabile?

«Le lettere che ci sono arrivate sono state tutte prese in esame. Tenete conto che di segnalazioni su problemi ne arrivano a centinaia, a volte su questini davvero davvero piccole. Di fronte a quelle sul Carrione e sull’argine di Avenza abbiamo chiesto chiarimenti e spiegazioni a chi quelle opere ha realizzato. E le risposte sono sempre state, lo ripeto, tranquillizzanti».

C’è un documento del comando provinciale dei Vigili del fuoco del 26 gennaio 2013, documento che è stato pubblicato dal Corriere Fiorentino, in cui si chiede di appurare se le arginature lungo il Carrione siano state realizzate con tecniche costruttive tali da costituire un grave pericolo. Che cosa ne avete fatto?

«Anche questa segnalazione qualificata è stata presa in esame dalla nostra amministrazione, ma anche qui siamo a parlare di interventi di competenza non nostra».

Perchè di fronte agli allarmi ricevuti non vi siete rivolti alla Procura?

«Se dalla Provincia avessimo ricevuto risposte evasive o ritenute insufficienti, lo avremmo fatto. Ma si trattava di risposte tranchant, in cui si diceva che non c’erano problemi. E noi ne abbiamo preso atto».

Veniamo ai “tumulti” e al tentativo di aggressione nei suoi confronti. Non pensa che, affrontando la folla inferocita dicendo “non mi sento responsabile”, lei abbia contribuito a scatenare l’inferno?

«Ho riflettuto, prima di parlare. Ma avevo la consapevolezza che ogni dialogo, ogni tentativo di spiegazione in questo clima sarebbe stato impossibile. Perciò ho voluto subito dire che non me ne vado».

Insomma, lei è convinto che i fumogeni glieli avrebbero lanciati lo stesso?

«Credo proprio di sì, qualsiasi cosa avessi provato a dire ».

Una frase, diciamo, infelice?

«Era chiaro che non si poteva parlare. Il mio messaggio è stato: non scappo».

Ha affrontato la folla da solo, solo inteso senza alcun assessore al suo fianco. È un segnale politico? Dov’è la sua giunta?

«Io ci ho messo la faccia come è mio dovere di primo cittadino. Il vicesindaco Andrea Vannucci, mentre io subivo la contestazione, era in via Argine Destro a studiare con le imprese alluvionate su come modificare la viabilità in considerazione ai lavori di ripristino dell’argine. Gli altri assessori erano a Marina, tra la gente: E stamani alle 8 eravamo tutti insieme a pianificare il da farsi».

01-_WEBEsiste comunque un problema politico: la minoranza vuole la sua testa. I Cinque Stelle hanno chiesto un consiglio comunale per presentare una mozione di sfiducia e anche nel centrosinistra c’è parecchia inquietudine...

«Il consiglio comunale lo convocherà la mia giunta, tra pochi giorni. Una seduta per dire che cosa abbiamo fatto in questi giorni, dall’allerta all’emergenza, al dopo emergenza. Ascolteremo le voci di tutto il consiglio comunale. Ma se non sarà venuta meno la maggioranza che sostiene l’amministrazione, intendo andare avanti per completare il mandato e le opere di messa in sicurezza del territorio».

La sua maggioranza c’è ancora?

«Leggo rispettabili opinioni di varie parti politiche. Ma la verifica la facciamo in consiglio comunale, non nel chiuso delle segreterie di partito. Senza mediazioni. Capisco la rabbia, l’inquietudine della gente, ma sarà in aula che si deciderà se ho ancora il sostegno della maggioranza».

Cosa farà adesso?

«Continuo a lavorare. Come ho fatto finora. Prima del tempo della politica c’è il tempo dell’emergenza. Stiamo cercando di ottenere subito una somma per dare un primo risarcimento ai privati, alle famiglie messe in ginocchio dall’alluvione. Soldi cash a burocrazia zero, per dare una spinta immediata alla città, come abbiamo fatto nelle precedenti emergenze, nel 2012. E stiamo predisponendo tutto per ottenere lo stato di calamità naturale».

Avete una stima dei danni provocati dall’alluvione?

«Stiamo facendo valutazioni, il disastro è gravissimo. Siamo senz’altro sopra i 60 milioni di danni ipotizzati in un primo momento. Per questo stiamo predisponendo aiuti immediati per le famiglie».

Mentre parliamo, Angelo Zubbani viene più volte interrotto da chiamate e e messaggi al telefonino. Risponde al prefetto, dà uno sguardo agli sms: «Sono messaggi di solidarietà», dice.

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