Il presidio
L’anatema del Pd regionale: scelta illegittima niente simbolo
MASSA CARRARA. «È del tutto illegittimo, nonché motivo di acuta inquietudine, il modo in cui la segreteria territoriale del Partito Democratico di Massa-Carrara, ignorando l’obbligo di convocare la...
MASSA CARRARA. «È del tutto illegittimo, nonché motivo di acuta inquietudine, il modo in cui la segreteria territoriale del Partito Democratico di Massa-Carrara, ignorando l’obbligo di convocare la direzione territoriale, è giunta ieri al varo della lista per il consiglio provinciale e all'indicazione del candidato a presidente della provincia nella persona di Narciso Buffoni». Arriva nel pomeriggio ed è un colpo d’ariete contro la segreteria Leri e contro l’asse che fa perno attorno al parlamentare Andrea Rigoni, la nota della segreteria regionale del Pd.
«Dal presidente della commissione regionale di garanzia del Pd (chiamato in causa, sempre ieri, da un ricorso presentato da 12 esponenti del Pd di Massa Carrara contro la decisione della segreteria èprovinciale ndr.) – prosegue il Pd toscano – è arrivato a questo proposito un pronunciamento chiarissimo. Scelte del genere, proprio in quanto palesemente illegittime, non possono essere compiute in nome e per conto del Partito Democratico. Per queste ragioni, con profondo e sincero rammarico, questa mattina, siamo stati costretti a comunicare al segretario territoriale del Pd di Massa-Carrara il divieto di utilizzo del simbolo del Partito Democratico. È impensabile, e contrario a tutte le regole più elementari, definire un elenco di candidati del Pd per un organo istituzionale senza convocare la direzione del livello territoriale corrispondente, come richiesto peraltro da un documento ufficiale approvato dalla direzione regionale lo scorso primo agosto. Nel Pd della Toscana tali forzature non sono ammissibili. Il Pd non è un bene di qualcuno. È un bene comune, che appartiene a tutti i suoi iscritti ed elettori. Ed è proprio per tutelare i diritti degli iscritti e degli elettori del Pd di Massa-Carrara che il Pd regionale ribadisce con fermezza che il rispetto delle regole non può essere un optional».
Una condanna senza appello e che non sarà senza conseguenze: già nei prossimi giorni, annuncia la segreteria regionale, «convocheremo una riunione della segreteria del Pd della Toscana per esaminare la situazione venutasi a creare a Massa-Carrara e assumere con celerità tutti i provvedimenti che si renderanno necessari». In pratica, è la minaccia di un commissariamento degli organi dirigenti apuani. Mai si era visto uno scontro così aspro tra livello regionale e livello provinciale del partito democratico. Uno scontro che potrebbe avere anche risvolti paradossali: se l’ufficio elettorale accertasse i vizi di forma nella presentazione delle liste pro Volpi e del Psi, in lizza resterebbe soltanto la lista pro Buffoni. Privata del simbolo e disconosciuta dal Pd regionale, ma l’unica di centrosinistra.
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