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Centri commerciali naturali: più crisi in città che al piano
L’assessore Traversi: ha ancora senso spendere per concerti e per luminarie le risorse che eroga il Comune?
CARRARA. Ripensare il rapporto tra i centri commerciali naturali e l’amministrazione, a iniziare dall’utilizzo delle risorse che ogni anno il Comune stanzia per le manifestazioni a sostegno del commercio. E’ questo l’input che è partito ieri dalla commissione Attività produttive presieduta da Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara), alla presenza dell’assessore Fabio Traversi, nel corso dell’audizione dei tre presidenti dei Ccn di Carrara, Avenza e Marina, rispettivamente Lorenzo Baglioni, Giuliano Torre e Alida Vatteroni.
“Centro commerciale naturale che vai problema che trovi”, verrebbe da dire, visto che i tre Ccn di Carrara sono chiamati ad affrontare e risolvere difficoltà diverse: dagli ostacoli per l’accesso ai bandi di finanziamento regionali, all’inconciliabilità delle esigenze dei negozianti “sparsi” su un territorio ampio come quello di Marina; dalle diatribe tra sponda Est e Ovest del viale XX settembre ad Avenza alle sovrapposizioni degli eventi, fino alla necessità di una programmazione più condivisa possibile, sono davvero tanti i temi posti all’attenzione dell’amministrazione comunale da parte dei tre presidenti. Certo a detta di tutti la situazione più preoccupante è quella di Carrara centro, dove il commercio soffre non solo delle conseguenze della crisi economica, che si fa sentire ovviamente anche a valle, ma anche e forse soprattutto dell’impoverimento di una città che nel corso degli anni si è spopolata ed è sprofondata nel degrado.
«Ringraziamo il cielo e l’amministrazione per le grandi manifestazioni come Marble Weeks e ConVivere, grazie a esse riusciamo a non morire e a compensare le perdite dell’inverno» ha dichiarato Lorenzo Baglioni, presidente del Ccn Carrara In Vetrina. Pur ribadendo che secondo le stime informali fatte dagli stessi commercianti, Marble Weeks 2014 ha portato in città un numero inferiore di visitatori rispetto alle edizioni precedenti, con incassi più bassi anche del 50% rispetto al 2013, il numero uno di Carrara in Vetrina ha spiegato che i “grandi eventi” restano comunque «una boccata d’ossigeno e servono a non far “morire” i commercianti».
Secondo Baglioni però, queste iniziative, da sole, non bastano più ma serve un rilancio complessivo della città. «Finiti questi appuntamenti a Carrara non c’è più nessuno e quei pochi residenti che ancora ci abitano hanno un reddito medio basso, assolutamente insufficiente a sostenere la rete commerciale cittadina» ha dichiarato Baglioni.
A questo quadro, già di per sé sconfortante, si aggiunge il fatto che, secondo i dati snocciolati dal presidente di Carrara in Vetrina, «su 300 attività commerciali in centro, solo 70 sono consorziate per una sottoscrizione annuale di poche decine di euro, che aiuta poco o nulla l’attività di promozione del consorzio che per come la vedo io – ha concluso Baglioni – dovrebbe autofinanziarsi». Un quadro, quello dipinto dai tre presidenti, tutto sommato condiviso dall’assessore Fabio Traversi: «Marina soffre meno grazie al turismo estivo, Avenza deve riuscire a conciliare le due sponde del Viale XX Settembre, il problema vero è Carrara», ha ammesso l’esponente dell’amministrazione che ha invitato i commercianti del centro città ad aprire una riflessione più ampia. A iniziare da come utilizzare le risorse che ogni anno il municipio mette loro a disposizione: «Siamo sicuri che abbia ancora senso fare concerti e luminarie? Non sarebbe meglio spendere i soldi in modo diverso?» si è interrogato l’assessore, citando a mo’ di esempio le casette di legno allestite in occasione delle feste natalizie in piazza Aranci a Massa, dove i commercianti della città d’oltre Foce hanno messo in vendita con successo i loro prodotti.
Cinzia Chiappini
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