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Senza sede l’associazione Amici di Elsa
Non ristrutturata la ex scuola di Quercia e la presidentessa Manuela Bondielli riconsegna le chiavi
AULLA. La presidente dell'associazione "Amici di Elsa", Manuela Bondielli, ha restituito in municipio le chiavi della ex scuola elementare di Quercia, dove doveva sorgere, tramite un progetto finanziato dalla Regione Toscana, una casa famiglia che poteva ospitare fino a 12 bambini abbandonati portatori di handicap.
Ma che cosa ha determinato una decisione così drastica? Lo abbiamo chiesto a Manuela Bondielli in persona, la madre di Elsa, instancabile nella sua battaglia, che va avanti da anni, per garantire le cure migliori alla figlia e a sostegno dei bambini più sfortunati, quelli portatori di handicap. «Ormai da un anno - risponde Manuela Bondielli, raggiunta telefonicamente - i lavori, portati avanti da una ditta per conto del Comune di Aulla, sono fermi a Quercia e non comprendo perchè si siano interrotti. Deve essere ancora completato il tetto e anche l'esterno ha bisogno di interventi. E visto che per me i bambini vengono prima di ogni altra considerazione, non posso non tenere conto del fatto che ho già avuto - conclude la presidente di "Amici di Elsa" - diverse proposte da altri sindaci».
Sulla questione interviene anche il gruppo consiliare di minoranza del Partito Democratico: «Per quello che è a nostra conoscenza, il progetto, pur presentando alcune criticità facilmente superabili con atti amministrativi, era già in uno stato avanzato e con un ulteriore sforzo economico, per il quale la Regione aveva fornito ampia disponibilità, la struttura poteva essere completata e resa operativa. Non pensiamo che il problema sia economico, visto che l’amministrazione comunale - prosegue il Pd - si appresta a riconoscere qualche centinaio di migliaia di euro di debiti fuori bilancio fatti nell’ultimo anno e ad accedere a un nuovo consistente mutuo, né di scelte “politiche”, tanto più che il progetto era stato portato avanti nelle precedenti amministrazioni comunali dall’assessorato ai servizi sociali, che, oggi come allora, è guidato da Guerrino Lazzerini. Perché tutta questa indifferenza e silenzio da parte dell’attuale amministrazione comunale su questo progetto, portato avanti da una associazione che si è sempre distinta per qualità e quantità di iniziative di successo? Facciamo, quindi, un appello accorato all’amministrazione comunale, in particolare all’assessore Lazzerini a battere un colpo».
Gianluca Uberti
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