Una trattativa di nove mesi che è costata 45 milioni
CARRARA. Una trattativa lunga e complessa. L’abboccamento con il gruppo Bin Laden iniziò circa nove mesi fa e fu nella sostanza definita sin dallo scorso Natale; i mesi successivi sono stati...
CARRARA. Una trattativa lunga e complessa. L’abboccamento con il gruppo Bin Laden iniziò circa nove mesi fa e fu nella sostanza definita sin dallo scorso Natale; i mesi successivi sono stati necessari per il compimento delle due diligence e per concordare le clausole contrattuali. Non sono mancate le difficoltà di un percorso articolato e complesso.
L’affaire Bin Laden si è chiuso, ufficialmente, alla fine di luglio con l’ingresso del gruppo Bin Laden, al 50%, nella Marmi Carrara.
La firma è avvenuta il 30 luglio scorso, alle 14 e 30, davanti al notaio Alessandro Matteucci, nel palazzo Franchi, sulla via Aurelia. Un atto che ha segnato una piccola rivoluzione nel lapideo e nelle cave apuane e l’ingresso, per la prima volta, di un gruppo straniero nel, fino ad oggi, chiuso mondo del marmo.
Ma cosa è successo ai vertici della Marmi Carrara. In sostanza è passata di mano la totale proprietà della Società "Erton", che è titolare del 50 per cento della Società "Marmi Carrara", cui fa capo la metà della Società "Sam", titolare di circa un terzo delle cave di marmo bianco di Carrara.
Le famiglie Gaspari, Piacentini, Tonini e Volterrani ne hanno infatti trasferito la proprietà alla Società "CPC Marble & Granite Ltd", con sede in Cipro, che appartiene al gruppo arabo di proprietà della famiglia Bin Laden, il quale è, per fatturato, il terzo gruppo al mondo nel settore delle costruzioni e opera già da anni nel settore del marmo.
Il prezzo di vendita ammonta a poco meno di 45 milioni di euro, proprio come era stato dichiarato all’avvio della lunga trattativa.
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